Doppia condanna per spaccio

Ci sono anche due patteggiamenti e altri 26 imputati rinviati a giudizio. Il processo inizia il 6 luglio

SANTU LUSSURGIU. Si parte con due condanne e due patteggiamenti. Sono quattro le persone che eviteranno pene e processo grazie alla messa alla prova. Eccezion fatta per un imputato che ora è deceduto, per gli altri ventisei ci sono il rinvio a giudizio e il collegio che attende di aprire il dibattimento per il 6 luglio. È la decisione della giudice per le udienze preliminari Federica Fulgheri, la prima a occuparsi del procedimento figlio dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Marco De Crescenzo che aveva portato a sgominare un traffico di droga che aveva interessato mezza Sardegna, pur avendo come punto nevralgico dell’attività di coltivazione di marijuana – ne furono sequestrati svariati quintali – le colline tra il Montiferru, il Marghine e la Planargia.

Quella zona, secondo le accuse, era anche il punto di partenza della droga che però raggiungeva svariate località dall’isola e numerose piazze dello spaccio. Non è un caso se le prime due condanne, arrivate al termine di altrettanti riti abbreviati, hanno riguardato due sassaresi. Massimo Pintore, 51 anni difeso dall’avvocato Marco Palmieri, dovrà scontare sei anni e otto mesi a fronte dei sette anni e mezzo richiesti dall’accusa; la pena per Ignazio Paddeu, 43 anni difeso dall’avvocata Maria Giovanna Marras, per il quale erano stati sollecitati quattro anni e mezzo, si è invece fermata a tre anni e mezzo. Nella miriade di capi d’imputazione, in tutto 148 suddivisi tra i vari imputati in parti non certo uguali, venivano contestati diversi episodi di spaccio, la maggior parte dei quali avvenuti a Sassari, centro di riferimento della loro azione.

La droga, soprattutto la marijuana, ma le intercettazioni hanno smascherato anche la cessione di cocaina, sarebbe arrivata a Sassari proprio dalle coltivazioni del Montiferru e del Marghine e avrebbe preso varie direzioni verso il resto dell’isola. La riprova arriverebbe, oltre che dalle condanne, anche da due patteggiamenti. Sono quelli che hanno riguardato Tullio Zucca, 43 anni di Bauladu assistito dagli avvocati Gianfranco Contini e Alexia Portalupi, e di Alessio Oggiano, 30 anni di Sindia difeso dall’avvocata Maria Giovanna Pinna.

La messa alla prova eviterà invece il processo agli stessi due imputati che hanno patteggiato, ma che avevano altre contestazioni, a Leonardo Manca, 36 anni di Santu Lussurgiu difeso dall’avvocato Piero Angelo Trudda, e a Gian Mario Campus, 24 anni di Santu Lussurgiu, accusato però di ricettazione di tre selle e difeso dall’avvocato Pier Luigi Meloni.

Per tutti gli altri ci sarà il processo. La giudice ha infatti accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero nei confronti di Enzo Campus, 37 anni di Santu Lussurgiu; Giampietro Enna, 37 anni di Bonarcado; Francesco Manca, 43 anni di Santu Lussurgiu; Piermarco Nughes, 21 anni di Santu Lussurgiu; Vito Maurizio Cossu, 46 anni di Sindia; Gianluca Cossu, 43 anni di Sindia; Daniele Cossu, 30 anni di Sindia; Andrea Cossu, 44 anni di Sindia; Mario Sebastiano Curreli, 49 anni di Sassari; Paolo Canu, 42 anni di Ossi; Gabriele Satta, 24 anni di Sindia; Roberto Denanni, 54 anni di Chiaramonti; Sandro Denanni, 49 anni di Chiaramonti; Sandro Farci, 47 anni di Gergei; Francesco Pirastu, 47 anni di Assemini; Francesco Congiu, 66 anni di Sindia; Danilo Dearca, 43 anni di Teti; Salvatore Aru, 46 anni di Macomer; Luca Settefonti, 36 anni di Santu Lussurgiu; Agata Maria Valentina Scarpulla, 41 anni di Bosa; Luca Giglio, 31 anni di Bosa; Nicola Sanna, 25 anni di Sindia; Nico Pulino, 57 anni di Sassari; Marcello Delrio, 48 anni di Alghero; Paolo Antonio Ennas, 50 anni di Sassari; Maria Pina Devinu, 43 anni di Sassari.

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