Ardia, debole speranza per la discesa di luglio

Per i cavalieri altamente improbabile che si faccia qualunque manifestazione «Anche la corsa a piedi sarebbe incompatibile con le disposizioni sanitarie»

SEDILO. A 51 giorni dalla festa di San Costantino l'impressione è che a Sedilo non si muova foglia. E anche se è remota la possibilità che la manifestazione si svolga secondo copione o in una forma rivista e corretta in base alla situazione sanitaria e ai protocolli di prevenzione, la gente non sembra credere troppo all'ipotesi di riappropriarsi della tradizione già quest'anno. Per chi è preposto all'organizzazione le probabilità di autorizzare questo tipo di manifestazioni sono esigue ma l'imperativo è di prepararsi a qualsiasi evenienza. «A mio avviso non ci sono più i tempi tecnici per mettere in piedi un evento così complesso, ma se ci arrivano disposizioni dalla parrocchia e dalla diocesi noi siamo pronti», dichiara il presidente dell'associazione Santu Antinu, Franco Putzulu, che si mostra scettico anche su ipotetiche alternative. «Se il fatto di preparare la festa significherà aver superato l'emergenza epidemiologica spero si faccia, ma ne dubito. Anche una formula ridotta non faciliterebbe il compito, soprattutto quello delle pandele, che oltre alla preparazione propria e del cavallo si fanno carico di una lunga serie di incombenze». Ma i limiti non riguardano solo l'Ardia a cavallo. «Mi domando se la corsa a piedi sia compatibile con le condizioni sanitarie di oggi. Come si potrebbero gestire 300 o 400 persone che corrono ammassate?», si chiede Putzulu, che chiude con un auspicio. «Qualunque decisione sarà presa spero che la comunità l'accolga in pace e armonia, senza le polemiche dell'anno scorso. L'importante è superare questo brutto periodo indenni, riflettendo sulle persone che non ci sono più e sui pesanti contraccolpi all'economia locale». Sul ritorno dell'Ardia tra due mesi non ci spera neanche Pasquale Mureddu, il cavaliere che ha guidato la corsa equestre nel 2017. «Non credo si farà. Solo le pandele hanno tante questioni di cui occuparsi e il tempo rimasto non basta per cercare i compagni, le scorte, il cavallo adatto, allenarsi e svolgere tutte quelle mansioni che comporta la preparazione della festa e degli appuntamenti che la precedono. Sarei anche per una forma ristretta, ma penso che si perderebbe lo spirito della festa e un po' della sua autenticità», afferma l'ex prima pandela.

Di parere opposto Daniele Meloni, l'ultimo condottiero ad aver calcato la pista di San Costantino prima della pandemia. «Per me a luglio si può correre in sicurezza e c'è ancora tempo per organizzare l'Ardia, così come c'erano le condizioni anche un anno fa, ma non sono ottimista sul fatto che la manifestazione si farà».

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