Il Comune violò la privacy, la sanzione è da pagare

ORISTANO. Quando si parla di cartelle esattoriali, in genere il Comune ricopre il ruolo del mittente. Ogni tanto però, capita che si ritrovi, suo malgrado, al posto del destinatario e come accade a...

ORISTANO. Quando si parla di cartelle esattoriali, in genere il Comune ricopre il ruolo del mittente. Ogni tanto però, capita che si ritrovi, suo malgrado, al posto del destinatario e come accade a tanti cittadini l’ente locale dovrà pagare, nonostante le rimostranze. È il caso della cartella Equitalia da 20mila euro recapitata a palazzo degli Scolopi nell’autunno del 2019 collegata a una sanzione elevata dal Garante della Privacy.

La multa è riferita a un incidente verificatosi nel 2014 durante l’amministrazione Tendas, quando sull’albo pretorio era comparsa una lunga lista di cittadini non in regola con i tributi comunali. Dopo qualche indagine, il Garante aveva emesso la sanzione e il Comune si era opposto, chiedendo di rivalutare la somma di 20mila euro al ribasso tenendo in considerazione il fatto che la lista era stata cancellata in breve tempo. L’ufficio legale dell’amministrazione formulò anche un’altra contestazione: il Garante non poteva sanzionare il Comune per un fatto non espressamente previsto da alcuna legge.

Della vicenda, in ogni caso, non si seppe più nulla: gli uffici attendevano una replica da parte del Garante che però non arrivò mai. Ciò che arrivò, quattro anni dopo i fatti, è appunto la fatidica busta intestata ad Equitalia per un valore di 20mila euro a cui bisogna aggiungerne altri 1.205,88 relativi a sanzioni e interessi. Il Comune però non si diede per vinto e promosse un ricorso davanti al tribunale, che il 7 aprile scorso ha respinto la richiesta di sospensione dell’atto «in quanto non sussistono gravi motivi per sospendere l’efficacia del titolo».

Per l’ente locale non c’è altra strada, meglio pagare per evitare altre sanzioni. Senza però arrendersi: il tribunale ha respinto la richiesta di sospensione, ma non si è ancora pronunciato definitivamente. L’udienza è fissata per il 26 novembre e il Comune non esiterà a chiedere un rimborso, se dovesse uscirne vincitore. (dav.pi.)

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