Quasi mezzo milione ai poveri

Coi fondi dell’8 per mille del 2020 la chiesa oristanese ha assistito tante persone in difficoltà

ORISTANO. Metà per le spese correnti, il resto in opere di bene: è così che l’Arcidiocesi di Oristano ha speso i fondi dell’8 per mille. Nel sito della chiesa Arborense, è stato pubblicato il rendiconto sulle erogazioni dell’8 per mille assegnate dalla Cei nel 2020. Un adempimento di legge, nel segno della trasparenza, quello di rendere pubblico il bilancio sull’utilizzo delle risorse che i cittadini devolvono ogni anno alla Conferenza Episcopale Italiana e che, a sua volta, li distribuisce alle diocesi e a tutte le altre realtà pastorali.

Lo scorso anno, nelle casse di vico Episcopio sono arrivati quasi un milione e 22mila euro, dei quali, poco più della metà, per la precisione 523.665 euro e 70 centesimi, sono stati destinati per ciò che potremmo definire spese correnti, quelle appunto che ogni comunità o impresa, ha da sostenere. E come in qualsiasi azienda, è il costo del lavoro a incidere maggiormente sul bilancio. L’anno scorso, infatti, la cifra più elevata, 214.165 euro e 70 centesimi, è stata destinata alla voce “Curia diocesana, attività pastorali, diocesane e parrocchiali”, in altre parole, gli stipendi dei parroci e dell’arcivescovo.

Anche istruzione e formazione hanno assorbito parecchie risorse dell’8 per mille. Alla voce “Formazione teologico-pastorale”, che comprende il Seminario, ma anche il meglio conosciuto Istituto di Scienze religiose, dove si formano i docenti di religione per le scuole, sono stati destinati 171.500 euro. L’Arborense è tra i più diffusi e apprezzati periodici religiosi che l’arcidiocesi pubblica ormai da decenni. Quasi un gioiello di famiglia che, assieme ad altre iniziative della comunicazione per la diffusione dei valori del Cristianesimo, assorbe 80mila euro del bilancio. Esattamente il doppio di quanto è stato invece destinato per le opere di manutenzione degli edifici di culto dove sono stati spesi 40mila euro.

Nell’anno segnato dall’inizio della crisi pandemica, l’arcidiocesi non si è tirata indietro e ha utilizzato poco meno di mezzo milione per gli interventi caritativi. Sono state le parrocchie, alle quali sono stati distribuiti più di 206mila euro, ad amministrare quasi la metà delle risorse destinate alle persone bisognose. L’arcidiocesi, per lo stesso scopo, ha invece amministrato direttamente 195mila euro e 15mila sono stati gestiti da altri enti ecclesiastici. Per gli aiuti non immediati, ma sempre destinati ai bisognosi, la diocesi ha distribuito 68mila euro dei fondi affidatigli dalla Cei. Una parte delle risorse, 4mila euro, sono stati invece destinati al sostegno di disoccupati, giovani in cerca di lavoro e precari. La diocesi anche nel 2020 ha proseguito a sostenere persone disabili in difficoltà finanziaria, destinando loro 5mila euro. Come una madre accorta, non ha trascurato i suoi figli in maggior difficoltà, andando in soccorso ai parroci più anziani e malati, spendendo per loro 5mila euro dei fondi della Cei.

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