Carcere di Massama, lettera alla ministra della Giustizia Cartabia

Elencati diversi punti critici indicati dai detenuti. L’appello inviato anche alla direzione del carcere

ORISTANO. L’associazione Yairaiha Onlus, attiva del 2006, con sede a Cosenza e presieduta da Sandra Berardi ha inviato una lettera al ministro della Giustizia Marta Cartabia, al direttore del Dipartimento della Amministrazione Penitenziaria Bernardo Petralia, al direttore di Massama Pierluigi Farci, a due associazioni che si occupano da tempo di diritti dei detenuti, e al garante nazionale dei detenuti Mauro Palma nella quale si riferimento a una lettera ricevuta dalla stessa associazione da parte di alcuni detenuti di Massama. Nella lettera citata dalla associazione sono riportate quelle che l’associazione ritiene essere “condizioni di invivibilità” nell’istituto.

Si tratterebbe di piccole disfunzioni che sommate ai naturali disagi della vita carceraria complicano sia la vita dei reclusi che il lavoro degli operatori.

In tutto sarebbero undici i punti critici indicati nella lettera. Tra questi, la non applicazione della circolare sui ventilatori e i frigo nelle celle, la presunta non applicazione della circolare per l'apertura delle celle mattina e pomeriggio; il non funzionamento del sistema computerizzato per le telefonate; la concentrazione delle videochiamate in pochi giorni di più ore e non di una ora in più giorni; il ritardo nell’invio delle domandine per gli acquisti; un orario ritenuto non consono per le telefonate con i legali; un uso limitato della palestra; una presenza non diffusa dei condizionatori, non negli spazi di ricreazione nelle sezioni; un vitto uguale sia in estate che in inverno, non adeguato alle alte temperature. Un dialogo ritenuto poco proficuo con la direzione del carcere, in quanto «qualsiasi lamentela rimane finalizzata a se stessa con l'agente di sezione».

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