Il sindaco accusa: «Canadair in ritardo»

L’allarme per rogo di domenica è partito oltre tre ore prima dell’arrivo dei due aerei decollati dalla base di Ciampino

SANTU LUSSURGIU. «Una vera vergogna». Così il sindaco Diego Loi ha commentato il ritardo nell’invio dei canadair, durante l’incendio che ha bruciato altri duecento ettari di pascoli alberati fra il comune del Montiferru e Borore. Le fiamme sono divampate domenica pomeriggio nelle contrade di Santa Filidiga, sa Poa e su Ziresu, fra la borgata di San Leonardo e il comune di Borore. Zone appena lambite dal grande rogo del 23, 24 e 25 luglio. Domenica non c’era il caldo infernale che in quei giorni favorì la corsa dell’incendio che devastò migliaia di ettari nel Montiferru e forse questo fatto, insieme al lavoro delle squadre di emergenza, ha evitato il peggio.

Certo, la preoccupazione è stata tanta, anche perché la colonna di fumo che si levava da dietro il profilo del Montiferru era imponente. Al timore si è però subito affiancata la rabbia per il ripetersi di errori e ritardi che, in altre condizioni climatiche, possono portare a una situazione incontrollabile. «Alle 14.33 la sala operativa centrale della protezione civile ci ha informato dell’incendio e alle 17.47 stavamo ancora aspettando l’arrivo dei canadair», ha scritto il primo cittadino, che è anche consigliere regionale nelle file dei Progressisti. Parole confermate dall'archivio del sito Flightradar24.com, che mostra i due canadair levarsi in volo da Ciampino tra le 16.30 e le 17 e raggiungere il Montiferru fra le 17.45 e le 18. «Oltre che essere in avaria – ha denunciato Loi – i due canadair devono arrivare da Ciampino». C'è più o meno un’ora di volo fra lo scalo romano e la Sardegna, un tempo che in certe occasioni può essere determinante nel segnare la differenza fra un fuoco sotto controllo e uno che ormai dilaga, soprattutto quando il decollo non è immediato.

In questo caso, fra l’allerta della e la partenza dei canadair sembrerebbero essere passate almeno due ore, per un’attesa totale di tre ore che ha fatto montare rabbia e preoccupazione fra gli abitanti della zona. Le operazioni coordinate dal Corpo Forestale di Seneghe e Oristano, hanno visto in azione, oltre ai due canadair, gli elicoteri decollati da Bosa, Fenosu, Pula, Alà dei Sardi e San Cosimo. A terra hanno operato le squadre dei vigili del fuoco di Oristano e Macmorer, quelle di Forestas di Santu Lussurgiu, Cuglieri, Scano Montiferro, Abbasanta e Paulilatino, i barracelli di Santu Lussurgiu e Paulilatino e i volontari dell’associaizone SardegnaCentrale di Oristano. Una mobilitazione massiccia, che in giornate di emergenza diventa molto più complicata. Per Loi resta l’amarezza: «Non abbiamo ancora capito nulla, purtroppo. Le tragiche recenti esperienze non ci hanno insegnato nulla».

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