Sorradile dedica una scultura a chi combatte il Covid

SORRADILE. I ricordi dei primi, drammatici momenti in cui il coronavirus è entrato negli ospedali costringendo medici, infermieri e operatori sanitari a lavorare in condizioni di rischio e di estrema...

SORRADILE. I ricordi dei primi, drammatici momenti in cui il coronavirus è entrato negli ospedali costringendo medici, infermieri e operatori sanitari a lavorare in condizioni di rischio e di estrema vulnerabilità, sono riemersi attraverso i racconti dei protagonisti nel giorno in cui la comunità ha tributato un omaggio ai camici in trincea. Ieri è stata scoperta l'effigie realizzata dall’artista Pina Monne su commissione del Comune, che ha dedicato l’opera ai sanitari di tutta Italia.

Alla cerimonia, prologo della biennale “Lago Omodeo. Noi Sardi nel mondo”, hanno partecipato le delegazioni delle Assl di Cagliari, Oristano, Sassari e Nuoro. Il sindaco Pietro Arca ha idealmente ringraziato l’intera categoria: «È un riconoscimento doveroso per il valore, il coraggio e la virtù di chi si è distinto in questa pandemia», ricordando che l’emergenza non è ancora superata: «In Italia l’epidemia ha provocato 130mila morti, la nostra comunità ha pianto due vittime. Altri compaesani sono stati ricoverati e sono potuti tornare a casa grazie alle cure ricevute. Non è ancora debellata ed è necessario seguire e affidarci alle indicazioni del mondo scientifico».

Un concetto ripreso dal direttore del Santissima Trinità di Cagliari, Sergio Marracini, che si è rivolto agli alunni degli istituti comprensivi di Ghilarza e Abbasanta: «La malattia sta colpendo soprattutto i bambini e i ragazzi non ancora entrati nella fascia vaccinale, a cui raccomando attenzione, prudenza e l'uso della mascherina». Il primario di Medicina negli ospedali di Oristano e Ghilarza ha sferzato la classe politica: «Al Delogu era prevista l’attivazione di molti più posti letto per decongestionare i presidi di Cagliari e Oristano, invece non è stato potenziato. Questo evento era atteso da vent’anni e altri se ne verificheranno, perciò è necessario che la politica inneschi un processo virtuoso organizzando la rete dell’assistenza in previsione di future pandemie», ha esortato il dottor Antonello Cossu.

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