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cronaca

Al via i lavori di pulizia nel lungostagno di Cabras

Gli ambientalisti ne contestano la legittimità. Il sindaco Abis precisa e rilancia «Abbiamo l’ok regionale e così favoriremo la crescita di specie autoctone»


19 ottobre 2021


CABRAS. Polemiche a Cabras dopo i lavori di pulizia del lungostagno effettuati nei giorni scorsi. Protagonisti di un acceso botta e risposta sono stati infatti il GrIG (Gruppo di Intervento Giuridico) e l'amministrazione guidata da Andrea Abis. L'associazione ecologista si interroga perché nei lavori si sia proceduto anche al taglio del canneto e, in tal senso, ha presentato ieri una specifica istanza di accesso civico e informazioni ambientali alle amministrazioni pubbliche competenti. «L’area è super-tutelata: appartiene al demanio marittimo, è soggetta a vincolo paesaggistico, rientra nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) e nella zona di protezione speciale (Z.P.S.) “Stagno di Cabras”, ai sensi delle direttiva sulla salvaguardia degli habitat e sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica – ricorda il presidente di GrIG, Stefano Deliperi – e su di essa vale la convenzione internazionale di Ramsar per la difesa delle zone umide».

Per gli ecologisti l'intervento avrebbe causato gravi danni alla vegetazione: «Sponde e canneti sono fondamentali per la sosta e la nidificazione dell’avifauna selvatica – sottolinea Deliperi – e non si conoscono motivazioni e finalità di un taglio così drastico e radicale».

La risposta del Comune non si è fatta però attendere: «La richiesta inoltrata a luglio alla Regione – spiega l'amministrazione – prevedeva l’eradicazione di due specie vegetali infestanti e non autoctone, ossia la canna comune e l’acacia saligna». Per la giunta comunale l'intervento si sarebbe svolto nel rispetto delle prescrizioni e sarebbe favorevole all’ambiente.

«L'obiettivo del taglio è duplice: minimizza il rischio incendi in una zona molto vicina alle abitazioni e sotto l’aspetto più strettamente ambientale, invece, permette la rinaturalizzazione di quella porzione del lungo stagno, andando a recuperare le condizioni ecologiche originarie a difesa della biodiversità».

I lavori si stanno svolgendo in più fasi. «Inizialmente si è proceduto alla rimozione dei rifiuti abbandonati lungo la riva dello stagno – fa sapere l'amministrazione – luogo da sempre prediletto dagli incivili anche a causa del proliferare disordinato della vegetazione. Quindi abbiamo tagliato a raso le piante infestanti, avendo cura di asportarne le radici per evitare una rapida ricrescita delle stesse. Nel programma è prevista anche un'eventuale piantumazione della vegetazione tipica delle zone fangose e sabbiose».

Il sindaco Abis, dunque, non ha dubbi: «Nei prossimi mesi – promette – restituiremo il percorso del lungostagno alla fruizione della popolazione».

Intanto nel Sinis sono partiti i lavori di rifacimento della strada che conduce alla spiaggia di Maimoni. Questi ultimi avranno un costo di quasi 400 mila euro e dovrebbero essere completati entro 75 giorni.

Paolo Camedda

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