Tanta pioggia, moltissimi danni

L’intera provincia alle prese con il maltempo: scuole chiuse, allagamenti e acqua non potabile

ORISTANO. Scuole chiuse, allagamenti, famiglie costrette a trascorrere la notte fuori casa, alberi abbattuti, strade interrotte dalle frane e l’acqua che in alcuni paesi non è più potabile: è impressionante il bilancio dei danni provocati dal ciclone che mercoledì si è abbattuto sull’intera provincia. A Laconi, dove i pluviometri dell’Arpa hanno registrato 66,2 millimetri di pioggia caduti a Santa Sofia e 59,4 nell’area urbana, il sindaco, Salvatore Argiolas, ha disposto la chiusura della scuola media per tre giorni.

Intense e violente, le piogge che si sono abbattute a partire dalla sera di martedì e per tutta la giornata di mercoledì, hanno provocato notevoli infiltrazioni all’interno dell’edificio scolastico di via Pertini dove, proprio in queste settimane, sono in corso i lavori di rifacimento del tetto. A seguito di un sopralluogo è stato accertato che le condizioni dei locali non consentivano il normale svolgimento dell’attività didattica; il perdurare, inoltre, di una situazione di criticità dal punto di vista meteorologico, ha determinato la decisione di lasciare gli alunni a casa per consentire il ripristino delle necessarie condizioni di sicurezza per garantire l’incolumità degli alunni e del personale scolastico.

Le piogge, per portata e intensità, hanno destato preoccupazione e riportato alla memoria il nubifragio che nel novembre del 2008 colpì con particolare intensità la borgata di Crastu, dove campi arati furono letteralmente cancellati e si registrarono numerosi danni ai frutteti. Dal Sarcidano al Montiferru; anche qui la pioggia ha provocato danni enormi. ACuglieri una frana ha invaso la strada provinciale che collega il paese a Santu Lussurgiu, in diverse zone della campagna sono caduti alberi e i vigili del fuoco e le squadre comunali hanno lavorato senza sosta per sgomberare le carreggiate e ripristinare il traffico. Ma è nella e nella borgata di Santa Caterina di Pittinuri, che si è verificato un fenomeno impressionante: il mare e la spiaggia sono diventati improvvisamente neri, a causa della pioggia che ha trascinato carbone e cenere, resti dello spaventoso incendio che a fine luglio aveva devastato tutti i territori a monte.

Cenere, carbone e anche fango sono finiti anche nel vascone di raccolta dell’acqua della sorgente di Matteu Campullu, che alimenta parte dell’acquedotto comunale di Santu Lussurgiu, dove il sindaco, già da mercoledì, ha emesso un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua ai fini potabili. Di conseguenza è stato necessario chiedere l’intervento di un’autobotte per rifornire gli abitanti. Per garantire l’approvvigionamento.

Mercoledì mattina sono finite sott’acqua alcune zone del centro abitato di Terralba e Marrubiu, dove i sindaci con un’ordinanza hanno chiuso le scuole dell’obbligo; a Arborea, dove è stato necessario anche l’intervento dei volontari delle autobotti e degli operai del Consorzio di Bonifica per liberare i canali dai detriti trascinati dalla piena, nella tarda serata di mercoledì, i vigili del fuoco sono intervenuti a Marceddì dove era crollato il tetto di un’abitazione. A Oristano, invece, nel cortile del liceo De Castro è crollato un albero sulla cancellata che da su via Cagliari.

Villaverde, con 75,4 millimetri di pioggia caduta in 24 ore, dopo Is Cannoneris di Pula (dove ne sono caduti 80 millimetri ) è uno dei centri isolani dove è piovuto maggiormente. La stazione sul Monte Arci ha invece registrato 72,4 millimetri di pioggia, a Oristano 49, e 52, 1 nell’agro. 51,8 i millimetri di pioggia caduti a Ghilarza, 50,8 millimetri a Milis, 49 a Palmas Arborea e 44 a Modolo. Nelle campagne di Cabras, sono caduti invece 41 millimetri, a Fenosu 40,8; ad Asuni 35,9; a Ruinas 35. 33 a Samugheo Noedda e 30,6 a Samugheo Accoro.

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