Si costituisce a San Vittore la rom accusata dei colpi alle case

ORISTANO. Si è costituita e vuole risarcire i proprietari dell’appartamento nel quartiere di Città Giardino, che quest’estate, assieme alla sorella, aveva scassinato portando via gioielli per un...

ORISTANO. Si è costituita e vuole risarcire i proprietari dell’appartamento nel quartiere di Città Giardino, che quest’estate, assieme alla sorella, aveva scassinato portando via gioielli per un valore di 20 mila euro. Nei giorni scorsi, B.S., 29 anni, di nazionalità croata, si è presentata al carcere di San Vittore, a Milano, accompagnata dal proprio avvocato. Il legale ha contattato la vittima del furto, offrendo il risarcimento del danno morale e materiale patito. Alla fine di settembre, a Livorno, la Squadra Mobile della Questura di Oristano, diretta da Samuele Cabitzosu aveva arrestato la sua complice e sorella 33enne (ora rinchiusa nel carcere di Firenze) che come B.S. risiede nel campo rom della città toscana. Erano state le immagini registrate da alcune telecamere di sorveglianza a permettere agli investigatori di individuare le responsabili del furto commesso il primo luglio scorso. Da tempo B.S. era ricercata dagli agenti della Mobile che con l’ausilio dei colleghi di Milano e di altre città della penisola, aveva letteralmente passato al setaccio vari campi rom dove si sospettava la donna si fosse nascosta. Dalle indagini era emerso che le due sorelle, durante la scorsa estate, avessero affittato un appartamento in una località turistica del nuorese, utilizzato, secondo gli investigatori, come punto di appoggio dal quale, a bordo di un’auto presa a noleggio a Olbia, si spostavano in diversi centri dell’isola alla ricerca di abitazioni da depredare. Per mettere a segno i colpi senza destare sospetti e assicurarsi l’impunità le due donne, in stato di gravidanza, cercavano di confondersi tra i turisti. Durante le trasferte avevano così individuato in un palazzo di via Segni alcuni appartamenti appetibili. Quella mattina avevano suonato il campanello ma l’anziana inquilina, insospettita, invece di aprire la porta aveva telefonato alla figlia. Le due si erano dirette verso un altro appartamento, riuscendo ad entrare. (m.c.)

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