Sartiglia, un mare di dubbi alcuni cavalieri rinunciano

Per ora solo una ventina di pariglie ha fatto l’iscrizione alla manifestazione Tra i 120 alcuni non parteciperanno, altri attendono il programma ufficiale

ORISTANO. C’è chi dice no. Ma non si sta parlando di musica, anche se il titolo della canzone di Vasco Rossi pubblicata nel marzo del 1987 sembra azzeccatissimo per raccontare i primi movimenti tra i cavalieri a poco più di mese dalla edizione 2022 della Sartiglia. Per i protagonisti della giostra, cosi come per gli stessi enti organizzatori, al cui tavolo di concertazione l’Associazione Cavalieri seppur invitata ha preferito non sedersi, la manifestazione rimane per il momento avvolta da tanti dubbi, a partire dal più grande ovvero quello se la giostra di carnevale si svolgerà o meno, visto che tutto è subordinato all’andamento dei dati della pandemia.

La prospettiva più accreditata al momento sembra essere la più demotivante, ossia l’ipotesi di una Sartiglia, ancora una volta, in formato ridotto e, con buona probabilità, limitata al solo proscenio di via Duomo. Proprio questo formato più che dimezzato, secondo gli addetti ai lavori, sembrerebbe aver suscitato le prime rinunce di alcune pariglie, e molti dubbi tra tutti i cavalieri. Per il momento i terzetti iscritte sarebbero poco più di una ventina, per un totale di una settantina di cavalieri iscritti. Altri cavalieri hanno già annunciato che rinunceranno a partecipare e altri ancora restano indecisi e forse attendono l’ultimo momento per sciogliere la riserva, anche se ciò comporta problemi per gli allenamenti e la preparazione dei cavalli. Chi invece ha già deciso di esserci continua a esercitarsi e attende che vengano chiariti i dubbi su come si svolgerà la giostra di domenica 27 febbraio e martedì 1 marzo.

Intanto i primi no tra i cavalieri sono motivati da molti fattori. C’è chi non avrebbe partecipato a prescindere da quale sarà il format della giostra perché spinto da scelte personali, chi invece ha messo sul piatto della bilancia certezze e incertezze. Da un lato la certezza di dover investire tempo libero, magari da sottrarre alla propria famiglia e un bel gruzzoletto di denaro da spendere, tra costi per il mantenimento del cavallo, spese per la realizzazione delle bardature, viaggi per il trasporto degli animali, spesso presi in prestito, senza contare i costi nella quotidianità di una scuderia.

Tra poche settimane tutto sarà comunque più chiaro e organizzatori e cavalieri potranno fare i propri passi. Chissà se la giornata della Candelora, il prossimo 2 febbraio, non sarà solo il momento di religiosa sacralità della giostra, con la consegna dei ceri benedetti da parte del proprio gremio ai due componidori, ma potrà essere anche il momento dove la nebbia sulla giostra potrà essere diradata. La speranza di tutti, organizzatori, protagonisti e appassionati è che un raggio di sole improvviso investa l’edizione 2022 e apra uno squarcio nel cielo di domenica 27 febbraio e martedì 1 marzo.

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