Parcheggi a pagamento, rivolta a Città Giardino
di Enrico Carta
Petizione contro i 32 stalli per la sosta che hanno preso il posto quelli gratuiti I 132 firmatari: «Un salasso da 200 euro l’anno, il Comune pensa solo fare cassa»
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ORISTANO. L’azzurro, soprattutto se alternato al nero, è un colore che in questi giorni non riscuote alto gradimento tra i residenti e i lavoratori della zona di Città Giardino. Non si tratta di strascichi recenti legati al tifo per il derby di Milano, perché il miscuglio di colori è quello dell’asfalto e delle strisce dei parcheggi a pagamento, spuntati all’improvviso lunedì della scorsa settimana su una serie di strade di un quartiere per lo più residenziale, sebbene lì accanto ci siano la sede della Provincia e una parte dell’istituto superiore Mossa.
In tutto sono trentadue le nuove aree per la sosta a pagamento individuate e già dipinte dal Comune. Cento in più sono invece le firme di una petizione di residenti e lavoratori, in cui si coglie tutta la disapprovazione per la decisione dell’amministrazione di cancellare le aree di sosta gratuita, che venivano utilizzate dalle tante famiglie che lì risiedono e che ora si vedono costrette a lasciare la macchina lontano da casa oppure a mettere mano al portafogli.
In un momento in cui i rincari sono tanti e l’inflazione galoppa, l’ulteriore spesa di circa 200 euro l’anno – sempre che si abbia una sola auto, altrimenti il costo raddoppia – per pagare il parcheggio sotto casa, è stata salutata da un coro di proteste che hanno preso forma proprio con le 132 firme sulla petizione.
I motivi del malcontento, sentimento che ha pervaso anche chi in quella zona si reca per lavoro e ora si vede costretto a pagare per la sosta, sono chiariti nella breve analisi della situazione che accompagna il documento inviato al Comune che contesta la delibera, non proprio recente, risalente al dicembre 2020 con cui il Comune istituiva le aree di sosta a pagamento in via Segni e in piazza Maria Teresa Sechi.
Per prima cosa, suona strano il tempismo dell’amministrazione che agisce tredici mesi dalla data in cui prese la decisione. Con stupore, poi, si fa riferimento al motivo per cui sono state disegnate le strisce blu, ovvero la relazione tecnica della polizia locale che lamentava la presenza di auto in doppia fila all’orario di uscita degli alunni da scuola. Situazione di grave pericolo, ovviamente, ma, si chiedono i firmatari, la polizia locale non dovrebbe già verificare la presenza di infrazioni al codice della strada e sanzionarle? Non dovrebbe per l’appunto vigilare perché le regole siano rispettate?
I firmatari hanno una risposta ben chiara in mente, così come legittimo è il dubbio che sollevano successivamente: «Se i parcheggi a pagamento fossero occupati, ci sarebbe comunque la presenza e l’intralcio di macchine in seconda fila, per cui non sarebbe eliminato il problema della sosta selvaggia. Ci chiediamo se non sarebbe stato opportuno inviare i vigili urbani per un puntuale controllo e magari suggerire di far parcheggiare le auto in doppia fila nell’ampio parcheggio sottoutilizzato vicino all’Inail».
Quindi la chiamata in causa riguarda l’assessore Francesco Pinna: «Ancora più sconcertante è il fatto che gli sia stato suggerito, proprio dai residenti, di modificare i parcheggi di fronte al market Frongia, perché troppo vicini all’incrocio. Era l’estate del 2021 e, in quell’occasione, non fece cenno alla nascita di parcheggi a pagamento nella zona, nonostante la delibera di giunta fosse del dicembre 2020. E come mai una delibera viene rispolverata dopo più di un anno e a cinque mesi dalla campagna elettorale, creando disagi sia alle attività commerciali sia ai residenti? Non risolve il problema della sosta selvaggia, ma serve solo a fare cassa. È un’evidente e spasmodica ricerca di introiti a discapito della gestione del bene pubblico».
Li si cancelli, allora, almeno per la metà e si mandi la polizia locale a vigilare sul rispetto della circolazione stradale. È questo che chiedono i 132 firmatari. Forse non solo loro.
In tutto sono trentadue le nuove aree per la sosta a pagamento individuate e già dipinte dal Comune. Cento in più sono invece le firme di una petizione di residenti e lavoratori, in cui si coglie tutta la disapprovazione per la decisione dell’amministrazione di cancellare le aree di sosta gratuita, che venivano utilizzate dalle tante famiglie che lì risiedono e che ora si vedono costrette a lasciare la macchina lontano da casa oppure a mettere mano al portafogli.
In un momento in cui i rincari sono tanti e l’inflazione galoppa, l’ulteriore spesa di circa 200 euro l’anno – sempre che si abbia una sola auto, altrimenti il costo raddoppia – per pagare il parcheggio sotto casa, è stata salutata da un coro di proteste che hanno preso forma proprio con le 132 firme sulla petizione.
I motivi del malcontento, sentimento che ha pervaso anche chi in quella zona si reca per lavoro e ora si vede costretto a pagare per la sosta, sono chiariti nella breve analisi della situazione che accompagna il documento inviato al Comune che contesta la delibera, non proprio recente, risalente al dicembre 2020 con cui il Comune istituiva le aree di sosta a pagamento in via Segni e in piazza Maria Teresa Sechi.
Per prima cosa, suona strano il tempismo dell’amministrazione che agisce tredici mesi dalla data in cui prese la decisione. Con stupore, poi, si fa riferimento al motivo per cui sono state disegnate le strisce blu, ovvero la relazione tecnica della polizia locale che lamentava la presenza di auto in doppia fila all’orario di uscita degli alunni da scuola. Situazione di grave pericolo, ovviamente, ma, si chiedono i firmatari, la polizia locale non dovrebbe già verificare la presenza di infrazioni al codice della strada e sanzionarle? Non dovrebbe per l’appunto vigilare perché le regole siano rispettate?
I firmatari hanno una risposta ben chiara in mente, così come legittimo è il dubbio che sollevano successivamente: «Se i parcheggi a pagamento fossero occupati, ci sarebbe comunque la presenza e l’intralcio di macchine in seconda fila, per cui non sarebbe eliminato il problema della sosta selvaggia. Ci chiediamo se non sarebbe stato opportuno inviare i vigili urbani per un puntuale controllo e magari suggerire di far parcheggiare le auto in doppia fila nell’ampio parcheggio sottoutilizzato vicino all’Inail».
Quindi la chiamata in causa riguarda l’assessore Francesco Pinna: «Ancora più sconcertante è il fatto che gli sia stato suggerito, proprio dai residenti, di modificare i parcheggi di fronte al market Frongia, perché troppo vicini all’incrocio. Era l’estate del 2021 e, in quell’occasione, non fece cenno alla nascita di parcheggi a pagamento nella zona, nonostante la delibera di giunta fosse del dicembre 2020. E come mai una delibera viene rispolverata dopo più di un anno e a cinque mesi dalla campagna elettorale, creando disagi sia alle attività commerciali sia ai residenti? Non risolve il problema della sosta selvaggia, ma serve solo a fare cassa. È un’evidente e spasmodica ricerca di introiti a discapito della gestione del bene pubblico».
Li si cancelli, allora, almeno per la metà e si mandi la polizia locale a vigilare sul rispetto della circolazione stradale. È questo che chiedono i 132 firmatari. Forse non solo loro.
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