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cronaca

Un parco eolico nel futuro prossimo di Sant’Antioco

Scano Montiferro, contatti tra aziende e piccoli proprietari Il sindaco: «Sì alle rinnovabili, ma nel rispetto del territorio»


20 febbraio 2022 di Piero Marongiu


SCANO MONTIFERRO. Per adesso tra l’impresa che vorrebbe realizzare un parco eolico nel territorio del paese e il Comune ci sono stati solo alcuni contati. L’area interessata è la piana, in larga parte boscata, che dal novenario di Sant’Antioco prosegue verso Sindia. Ma tanto è bastato per far scattare l’allarme nel paese e far salire il livello di attenzione degli amministratori locali e del sindaco Antonio Flore Motzo.

Non è la prima volta che le grandi multinazionali dell’energia ottenuta da fonte rinnovabile individuano nel Montiferru il luogo ideale per realizzare gli impianti e, per raggiungere i loro obiettivi, si affidano a imprese locali, disposte a sondare la disponibilità delle amministrazioni e dei cittadini che possiedono appezzamenti nelle campagne. I primi ad essere contattati generalmente sono proprio i proprietari dei terreni individuati come utili, ai quali vengono proposti lauti guadagni per la cessione di zone agricole definite improduttive.

Gli abitanti di Scano, Cuglieri, Seneghe, Santu Lussurgiu, ricordano bene il tentativo fatto qualche anno fa da un’impresa di effettuare trivellazioni per cercare l’energia geotermica in alcune zone di altissimo pregio naturalistico e ambientale, dove insiste un ecosistema di straordinaria bellezza ma anche molto fragile. Allora, gli abitanti di quei comuni, supportati dalle rispettive amministrazioni e dalle associazioni ambientaliste, riuscirono a fermare il progetto e l’impresa, vista l’impossibilità di proseguire, vi rinunciò. Adesso i riflettori si spostano su Scano Montiferro: «Relativamente al progetto per il parco eolico, l’amministrazione comunale, almeno finora, è all’oscuro dei dettagli che lo caratterizzerebbero – spiega il sindaco Antonio Flore Motzo –. Una cosa è certa però: non consentiremo installazioni di quel genere nel nostro territorio, che intendiamo salvaguardare con tutti i mezzi che la legge ci mette a disposizione».

È un no chiaro, ribadito anche da una delibera del consiglio comunale dello scorso 14 gennaio, nella quale il sindaco, in qualità di rappresentante legale dell’ente, è stato autorizzato a «porre in essere tutte le azioni opportune a tutela del patrimonio paesaggistico e culturale del territorio». Il parco eolico, o una parte di esso, dovrebbe tra l’altro interessare anche un’area percorsa dall’incendio del luglio dell’anno scorso. È un’area che, stando alla normativa in vigore, rimane vincolata per dieci anni dopo il passaggio del fuoco e quindi interdetta alle attività non comprese nelle tabelle stilate dalla Regione.

«Per il momento, lo ribadisco ancora una volta, non abbiamo informazioni dettagliate che consentano di capire quello che vogliono realizzare realmente – prosegue il sindaco –. Non siamo a conoscenza né della quantità di pale previste né della loro altezza né di quanta energia produrranno, tanto meno sappiamo quale potrebbe essere l’impatto per l’ambiente e per il territorio di Scano. Sia ben chiaro: non siamo contrari all’energia rinnovabile, tutt’altro. Vogliamo semplicemente che di eventuali benefici goda tutta la comunità e non soltanto un numero ristretto di persone».

Ad allarmare il sindaco e gli altri componenti dell’amministrazione sarebbe stata la ricerca di alcuni certificati di destinazione d’uso per un centinaio di particelle di terreno la cui richiesta è stata presentata da due imprese locali. Il progetto, stando alle poche notizie emerse, dovrebbe comprendere il posizionamento di una cinquantina di pale eoliche, alte un centinaio di metri, in un’area contigua a quella individuata nel territorio di Sindia.

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