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cronaca

Il “greco” vittima della pandemia

Troppi alunni del terzo anno in difficoltà nello scritto e il dirigente impone una pausa didattica


04 marzo 2022 di Enrico Carta


ORISTANO. «Fermate i motori». L’ordine arriva dal dirigente del liceo classico De Castro, Pino Tilocca, che, per salvare i giovani naufraghi del greco, ha scelto di bloccare la navigazione dell’intero transatlantico. Si diceva che prima o poi sarebbe arrivato il momento in cui fare i conti con l’onda lunga dei danni creati dalla didattica a distanza e da quasi tre anni di scuola a singhiozzo per la pandemia. Ebbene, il momento è arrivato. Ieri mattina il dirigente ha diramato una circolare in cui impone la pausa didattica per la lingua greca.

Chi si sta chiedendo cosa sia la pausa didattica ha subito una risposta: è una procedura ordinaria, ormai non più di moda, con la quale il dirigente può imporre lo stop al regolare corso dei programmi scolastici per far sì che le lezioni in classe si concentri su nozioni o parti del programma che gli alunni hanno già affrontato in anni precedenti del loro percorso di apprendimento, ma che non sono riusciti ad assimilare. Si riparte insomma dall’Abc o meglio da alfa, beta, gamma.

Il problema al De Castro è proprio il greco, una delle materie di indirizzo per quel tipo di istituto superiore. In particolare lo è il greco scritto nelle prime liceo ovvero tra gli studenti del terzo anno, considerando che il classico prevede all’inizio del curriculum le due classi di ginnasio. L’impressione che la gran parte degli studenti fosse in grossa difficoltà nelle traduzioni è stata infatti confermata dall’altissimo numero di ragazzi che avrebbero dovuto partecipare ai corsi di recupero. «Generalmente si arrivava a un massimo di cinque per classe – spiega il dirigente –, stavolta ci siamo trovati di fronte a classi di prima liceo, quindi del terzo anno, con dodici o persino quindici alunni che avrebbero dovuto frequentare i corsi di recupero. Il passaggio dal biennio ginnasiale al triennio del liceo è stato un vero trauma. Arriviamo da due anni di pandemia e gli alunni del terzo anno hanno palesato una difficoltà enorme soprattutto nel greco scritto. Del resto, se ci guardiamo indietro, nel 2019-2020, in quello che per loro era il primo anno di scuola superiore, hanno praticamente interrotto le lezioni a inizio marzo e la didattica a distanza ha funzionato pochissimo. Il 2020-2021 è stato ancora peggiore, perché si è svolto pressoché per intero con la didattica a distanza e anche l’anno scolastico in corso è stato pieno di problemi. A gennaio, tra contagi e quarantene, ci siamo ritrovati spesso a fare lezione in presenza con tre alunni per classe e comunque a singhiozzo».

Alla fine è arrivato il conto da pagare e il disastro si è mostrato in tutte le sue dimensioni. A quel punto il dirigente ha preso la decisione estrema, «ma anche l’unica possibile. Non possiamo continuare nel portare avanti i programmi, di fronte a un numero così alto di ragazzi che ha difficoltà enormi in una materia fondamentale per la nostra scuola. Ci fermiamo e ricominciamo dai fondamentali della traduzione della lingua greca. In più, chi è molto indietro, farà anche i corsi di recupero. Dirigo questo istituto da sette anni e non mi era mai capitata una situazione così seria e tra due anni questi ragazzi avranno il greco scritto all’esame di maturità», spiega Pino Tilocca.

Il preside non vuole disparità, perché, spiega nella circolare: «È evidente il rischio che questo (le difficoltà incontrate da molti studenti, ndr) si trasformi in un elemento di selezione occulta, dividendo coloro che comunque non hanno risentito della condizione dagli altri che invece si sono trovati in difficoltà. Ignorare questo aspetto, derivante da cause oggettive e complesse, sarebbe profondamente ingiusto e scorretto dal punto di vista didattico ed educativo». E allora eccola la soluzione: «Ritengo opportuno che, nel periodo che va dal 7 al 19 marzo, tutte le classi del terzo anno effettuino una pausa didattica in relazione all’insegnamento scritto della lingua greca finalizzata a un recupero e a un rafforzamento delle competenze degli studenti».

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