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Allai, il ministero dei Beni culturali promuove il museo civico

ALLAI. Il ministero per i Beni e le attività culturali ha elevato il Cima di Allai al rango di museo dotato di autonomia propria. Il riconoscimento certifica la sussistenza nel centro espositivo...


19 marzo 2022 di Maria Antonietta Cossu


ALLAI. Il ministero per i Beni e le attività culturali ha elevato il Cima di Allai al rango di museo dotato di autonomia propria. Il riconoscimento certifica la sussistenza nel centro espositivo degli standard minimi di qualità e di sicurezza necessari per svolgere attività di conservazione e promozione dei beni di proprietà dello Stato, oltre che di ricerca e divulgazione.

Il decreto emanato pochi giorni fa dispone l’affidamento in concessione al civico museo del patrimonio archeologico custodito al suo interno, favorendo una maggiore autonomia nella gestione e aprendo a nuove opportunità. Un traguardo raggiunto dopo quasi quindici anni. «Il Comune ci ha lavorato fin da quando, nel 2008, il Cima ospitò la prima mostra temporanea. Ha rappresentato più di una scommessa: ci hanno spinto la convinzione e la consapevolezza che dalla nostra grande storia e dalla valorizzazione delle sue testimonianze potessimo immaginare di costruire il nostro futuro», ha dichiarato il sindaco Antonio Pili, che ha già fissato i prossimi obiettivi: «Questo riconoscimento ci consente di candidare la struttura affinché possa entrare a far parte della rete museale regionale, perciò attiveremo subito la procedura per richiedere l’accreditamento».

Il Cima è stato concepito come parte integrante di un museo diffuso. Nelle tre sale interne, suddivise e denominate in base alla datazione dei reperti, trovano i diciotto pezzi archeologici dati in concessione dal ministero e già parte dell’allestimento museale. Il campionario attraversa un arco temporale che va dall’età del Bronzo al 1600 e include brocchette e boccali tipiche dell’età giudicale, statue menhir, cippi funerari romani, idoli antropomorfi dalla forma ogivale e l’unicum rappresentato dalla Dea Madre. A pochi passi dal Cima, nella corte di Casa Saba, c’è, invece, l’esposizione etnografica che rimanda alla civiltà contadina.

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