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Oristano

L’intervento

Sanità in crisi a Oristano, le tre richieste del Comitato per il diritto alla salute alla Regione


	Una visita in un ambulatorio medico
Una visita in un ambulatorio medico

Servono bandi a tempo indeterminato per i medici di famiglia, il pagamento dei medici in servizio agli Ascot e una nuova politica per il ritiro dei farmaci per malati cronici

11 marzo 2024
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Oristano Tutto era iniziato nel 2020, in piena emergenza Covid. Nel 2024 i problemi sono ancora tutti sul tavolo e, per molti, sono anche peggiorati. L’assistenza sanitaria è alle prese con una crisi che sembra non avere fine, tanto che a distanza di quattro anni dalla precedente raccolta firme che aveva messo in piedi, il Comitato per il Diritto alla Salute della Provincia di Oristano è netto nel suo giudizio negativo sull’andamento della situazione. Ha affidato così a una comunicazione ufficiale il proprio punto di vista, indicando ancora una volta quali sono le mosse che consentirebbero al sistema sanitario di rimettersi in carreggiata. «Ci duole dover verificare, in qualità di cittadini e assistiti , come la situazione sia notevolmente peggiorata», esordiscono i componenti del Comitato che immediatamente puntano il dito contro la vera grande novità di questi quattro anni ovvero gli ASCOT, gli Ambulatori straordinari di continuità territoriale: «Presentati come la grande soluzione alla mancanza dei medici di famiglia, si sono rivelati un transitorio tamponamento ma, ancor peggio, rischiano di essere una profonda mancanza, vista l’inadempienza della Regione nel ripartire le somme destinate a pagare gli stipendi dei medici che vi lavorano».

Tutto questo ha un triplice effetto immediatamente riscontrabile che viene rimarcato dal Comitato: «Noi cittadini, pur pagando le tasse dovute, per prima cosa non otteniamo le cure di cui abbiamo bisogno e a cui abbiamo diritto. Il secondo aspetto critico è che viviamo in una precaria situazione dei servizi sanitari pubblici o privati convenzionati della nostra provincia, resa ancora più drammatica dal e pensionamento di numerosi medici di famiglia e pediatri, anello di congiunzione importantissimo tra il territorio e le strutture ospedaliere. La terza e ultima è che, per effettuare le visite specialistiche, siamo costretti a rivolgerci al privato a causa delle infinite liste di attese».

Perché non sia solo una critica fine a se stessa, il Comitato indica all’Asl quale sarebbe la direzione da prendere. Anche in questo caso i punti critici da risolvere sono tre: «Chiediamo innanzitutto la riorganizzazione della medicina generale territoriale attraverso dei bandi per incarichi a tempo indeterminato». Al secondo punto «c’è l’erogazione delle somme dovute ai medici ASCOT affinché non si rischi di rimanere senza questo, seppur transitorio, necessario e vitale servizio». Infine si richiede «la prescrizione, in caso di patologie croniche che necessitano di terapia farmacologica continuativa, di farmaci per un periodo di sei mesi che l’assistito potrà ritirare nella farmacia di sua fiducia ogni due mesi, senza doversi recare in ambulatorio ogni mese. Confidiamo in una risoluzione di tale problema divenuto sempre più grave e disagevole per tutti coloro che , purtroppo, hanno bisogno dell’assistenza medica». All’Asl l’onere della risposta, verbale e sul campo.

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