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Politica

Antonio Solinas (Pd) contro i due Obinu: «Eletti con noi, ora sono abusivi. Lascino il Consiglio»

di Enrico Carta

	Maria Obinu (seconda da sinistra), Giuseppe Obinu (terzo) e Antonio Solinas (quinto) durante una recente manifestazione del Pd
Maria Obinu (seconda da sinistra), Giuseppe Obinu (terzo) e Antonio Solinas (quinto) durante una recente manifestazione del Pd

Il consigliere regionale contro Giuseppe e Maria Obinu, ex compagni di partito che sono passati a Progetto Sardegna di Renato Soru. La replica: «Intervento grillino, il vincolo di mandato non esiste»

14 aprile 2024
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Oristano «Sono stati eletti col Partito Democratico e grazie al Partito Democratico, è per questo che penso che Giuseppe Obinu e Maria Obinu debbano fare un ragionamento serio sul loro futuro in consiglio comunale. Per quanto mi riguarda, in questo momento sono abusivi». Le parole sono quelle di Antonio Solinas, punto di riferimento del Pd provinciale e cittadino e fresco di elezione in consiglio regionale. Se non è un invito a lasciare l’incarico in favore dei primi dei non eletti, gli somiglia quanto un fratello gemello. D’altro canto, l’invito è destinato a cadere nel vuoto, perché la coppia degli Obinu non sembra avere intenzione di salutare. La divisione nel centro sinistra era stata ufficializzata poco prima delle elezioni regionali, con la nascita di Alternativa sarda Progetto Sardegna.

Nel nuovo gruppo, oltre al civico Umberto Marcoli (Oristano Più), sono entrati sin dal primo giorno proprio Maria Obinu e Giuseppe Obinu che in Comune erano arrivati dopo essere stati candidati nel PD. La consigliera, al momento dell’addio, era anche segretaria provinciale del partito, ruolo che ora non ricopre più e che, al momento, è vacante. Dal giorno dell’ufficializzazione del cambio, pur cogliendo malumore nel centro sinistra per la decisione dei tre consiglieri, in particolare per i due tesserati ed eletti col Pd, i rapporti erano rimasti cordiali e collaborativi col resto dell’opposizione. La minoranza di centro sinistra aveva infatti continuato a mostrarsi compatta, tanto che i tre del nuovo gruppo, che alle regionali aveva corso a sostegno di Renato Soru, hanno continuato a firmare e proporre assieme agli altri consiglieri interrogazioni, mozioni e interpellanze per mettere in difficoltà la maggioranza di centro destra.

Ora però i toni si alzano e Antonio Solinas esce allo scoperto: «Io sono stato eletto in consiglio regionale grazie al lavoro degli altri candidati e del Partito. In consiglio comunale funziona allo stesso modo: chi viene eletto è agevolato dal lavoro del partito, degli altri candidati e di chi sostiene il Pd. Da soli non sarebbero stati eletti. Per rispetto dei nostri altri candidati alle comunali del 2022 e per rispetto nei confronti degli elettori del Pd, credo che debbano essere conseguenti e dare le dimissioni da consiglieri comunali».

Lo stesso Antonio Solinas è scettico sul fatto che Giuseppe Obinu e Maria Obinu facciano questo passo, ma insiste portando un altro elemento: «Dieci anni fa, quando un consigliere eletto nelle nostre liste (il riferimento è a Francesco Federico, ndr) lasciò per aderire a un altro gruppo consiliare, Maria Obinu fu la prima a dire che lui era lì non grazie ai suoi voti, ma al risultato ottenuto dal partito. Quindi, si comporti in modo conseguente alle cose che disse e ne tragga le conclusioni».

La replica di Giuseppe Obinu è breve e non sembra lasciare spazio a dubbi su quale sarà il percorso dei due: «Con questa richiesta puerile, il consigliere regionale Antonio Solinas si sta grillinizzando». A lui si aggiunge anche Maria Obinu nel resto della replica: «Ci saremmo aspettati come primo atto da un neo eletto un intervento sul disastro della scuola nell’Oristanese e sulla sanità. Non ha bisogno di occuparsi di due persone regolarmente elette come noi e non certamente nominate da lui al quale non dobbiamo alcunché. Anzi cogliamo l’occasione per ricordargli che il vincolo di mandato non esiste e il consigliere è libero di agire in autonomia». Chiude Maria Obinu: «Di abusivi che lui ha contribuito a nominare sono pieni diversi enti».

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