La Nuova Sardegna

Oristano

La sentenza

Dipendenti del Comune di Zerfaliu senza visite mediche, assolto Pinuccio Chelo

di Enrico Carta

	Pinuccio Chelo, sindaco di Zerfaliu
Pinuccio Chelo, sindaco di Zerfaliu

Il sindaco non era responsabile di quella procedura che la giunta aveva affidato a un funzionario dell’amministrazione. Cancellata la condanna precedente da 15mila euro di multa

18 maggio 2024
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Zerfaliu La Cassazione cancella la condanna per il sindaco di Zerfaliu Pinuccio Chelo, finito sotto processo qualche anno fa perché accusato di non aver fatto svolgere le visite mediche ai dipendenti comunali, un buco nei controlli sanitari che risale ad alcuni anni fa, ma che ha visto il primo cittadino prevalere sui dipendenti che avevano presentato l’esposto, preceduto allora da una serie di solleciti. Nel reclamo i dipendenti evidenziarono poi il fatto che il Comune nemmeno avesse nominato un medico aziendale a cui fare riferimento. Il 31 marzo del 2023, Pinuccio Chelo era stato condannato al pagamento di un’ammenda di 15mila euro per aver omesso di garantire la sorveglianza sanitaria ai lavoratori del Comune, ma aveva rischiato molto di più perché il pubblico ministero aveva sollecitato addirittura quindici mesi di arresto. La giudice monocratica Viviana Sannia era stata più morbida, trasformando la pena detentiva in una multa, ma ieri, venerdì 17 maggio, è arrivato il pronunciamento che ribalta tutto e dà ragione alla difesa del sindaco, affidata all’avvocato Gianfranco Siuni.

Da subito, il legale aveva sostenuto che non si potesse arrivare a una condanna di Pinuccio Chelo, perché il sindaco non può essere considerato responsabile delle omissioni su questo aspetto, dato che il Piano esecutivo di gestione introdotto dalla Riforma Madia e adottato dalla giunta comunale, aveva assegnato questi compiti al dirigente dell’Ufficio tecnico. L’avvocato Gianfranco Siuni, a sostegno di questa tesi, aveva prodotto durante l’istruttoria del processo di primo grado, oltre alle delibere della giunta comunale che assegnavano al dipendente dell’amministrazione i compiti per la cui omissione era stato condannato il sindaco, anche alcune sentenze della stessa Cassazione che indicavano chiaramente che andassero sollevati da qualsiasi responsabilità gli amministratori, nel momento in cui viene nominato un responsabile tecnico che, come in questo caso, era stato regolarmente designato.

A questa tesi si è associato anche il procuratore generale della Corte di Cassazione che ha quindi sposato quanto sostenuto dalla difesa, presentando memorie scritte in cui si evidenziava la bontà della posizione evidenziata dal sindaco e dal suo legale. Il funzionario incaricato per far svolgere le visite mediche ai dipendenti del Comune, ovvero il responsabile dell’Ufficio tecnico, era poi anche l’unico che potesse disporre delle somme utilizzabili secondo quanto indicato nei capitoli di spesa a cui faceva riferimento la delibera di giunta: solo lui avrebbe quindi potuto portare avanti l’iter. Capitolo chiuso, quindi, con il sindaco che incassa l’assoluzione e che non potrà certo dire che il venerdì 17 sia un giorno sfortunato.

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