La Nuova Sardegna

Oristano

Animali

Carcasse di maialini in una strada di campagna a Terralba

di Michela Cuccu
Carcasse di maialini in una strada di campagna a Terralba

Ritrovate dai volontari dell’associazione ANTA, gesto riprovevole e preoccupazione dal punto di vista sanitario

02 giugno 2024
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Terralba Erano ancora avvolte nella placenta le carcasse di sette maialini trovate abbandonate al bordo di una strada di campagna. A fare il preoccupante e insolito ritrovamento sono stati i volontari dell’associazione animalista ANTA che hanno immediatamente informato l’Asl e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Secondo quanto riferito dai volontari, che, attraverso i social, hanno reso pubblica la vicenda, le carcasse dovrebbero essere state abbandonate già da qualche giorno e, probabilmente a causa delle temperature che nelle ore centrali della giornata sono già alte, erano già in decomposizione. Il ritrovamento risale a quattro giorni fa, ma ancora nessuno le ha rimosse per portarle allo smaltimento – pare che a doversene occupare sia il Comune, che l’Asl avrebbe già avvertito con una mail –. Spetterà invece alla Forestale indagare per risalire al proprietario dei maiali e soprattutto capire cosa sia accaduto. Una delle possibili ipotesi potrebbe essere quella che l’episodio sia legato al furto di una scrofa gravida uccisa e quindi macellata con il successivo abbandono dei maialini che invece di essere seppelliti sono stati buttati sul ciglio della strada.

Altra ipotesi è quella che la scrofa sia stata uccisa da una malattia. Dubbio che potrebbe essere chiarito solo analizzando campioni della carcasse in stato di decomposizione. «È una vicenda preoccupante – è il commento degli animalisti che hanno denunciato l’episodio – siamo di fronte a diverse violazioni di legge sia sanitarie, dato che la macellazione clandestina è vietata come è vietato l’abbandono all’aria aperta delle carcasse, sia di rilievo penale con il maltrattamento degli animali. Tutto lascia pensare che la scrofa possa essere stata ammazzata barbaramente, provocandole enormi sofferenze. Insomma – conclude l’associazione Anta – siamo di fronte a una storia di inciviltà».

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