Pestato, legato, un fazzoletto in bocca sigillato con nastro adesivo: Giuseppino Carboni morì per asfissia
La tragica fine del pensionato il 22 giugno 2008
Soddì Il delitto era avvenuto il primo giorno di estate di 17 anni fa in via Ghilarza a Soddì. Più che una casa, quella di Giuseppino Carboni sembrava una sorta di ripostiglio, una carbonaia, la definirono gli inquirenti. Lì alcune persone tesero un’imboscata al pensionato che viveva da solo.
Per prima cosa lo misero a tacere, infilandogli in bocca un fazzoletto di carta e poi sigillandola con del nastro adesivo molto resistente. Per evitare quindi qualsiasi suo movimento, legarono la vittima con dei lacci sia alle mani che ai piedi. I rapinatori cercavano denari facili, ma il bottino si rivelò molto più misero di quanto si aspettassero. Giuseppino Carboni aveva infatti subito un’altra aggressione qualche anno prima e da quel momento si era curato di nascondere in maniera astuta la scatola in cui teneva i suoi risparmi. I banditi lo pestarono ripetutamente al volto, gli fratturarono delle costole, ma per quanto insistettero non ottennero l’indicazione che cercavano. Andarono via con poche banconote e lasciarono lì il pensionato che pian piano si spense colto da asfissia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
