«Il lungomare è una giungla», musi lunghi anche in maggioranza
Caos generato dal mancato rispetto delle norme e la notte la borgata diventa un dormitorio a cielo aperto
Oristano Un incubo aleggia sull’amministrazione: la gestione di Torregrande. È ritenuto un punto nodale, talmente importante che vedere arrivare una mozione urgente sulla situazione che, ancora una volta si sta venendo a creare, diventa quasi un caso. Stavolta a presentarla non è infatti la minoranza, bensì l’Udc che della maggioranza fa parte ed esprime anche due assessori e il presiddente del Consiglio. Basta il titolo “Torregrande tra identità perduta e abbandono” per tuffarsi nello spirito che accompagna il documento firmato da Vincenzo Pecoraro, Antonio Iatalese e Peppi Puddu. Comprende un po’ di tutto perché gli argomenti caldi anche in questa estate sono parecchi. Partendo però dall’identità perduta citata nella mozione, non resta che dare uno sguardo a quella che i consiglieri definiscono: «una giungla commerciale incontrollata».
Più che un lungomare ordinato, quello della borgata marina sembra infatti un bazar tutt’altro che pittoresco in cui regna la totale assenza di regole: «Bancarelle teoricamente mobili, ma di fatto stabili, parrebbero presidiare giorno e notte le aree pubbliche, senza alcun coordinamento, senza controllo, e in assenza dei requisiti minimi di igiene e sicurezza, generando un’immagine indecorosa e penalizzante per la vocazione turistica della località». Se quello descritto non è il caos, poco ci manca perché, oltre a non essere smontate agli orari prestabiliti, molti gazebo si stanno trasformando anche in accampamenti notturni non autorizzati. Terminate le ore di lavoro, parecchi commercianti le usano come luogo in cui trovare riposo per qualche ora, quando non scelgono la spiaggia che, invece, è diventata in molti tratti una sorta di gabinetto a cielo aperto. Non fa eccezione la piazza della torre che, stando alle ordinanze, dovrebbe essere esclusa da qualsivoglia possibilità di posizionare bancarelle, chioschi e simili e invece è costantemente occupata senza che si assista a controlli costanti.
Poi, nonostante il Comune abbia appena ottenuto 700mila euro di finanziamento per tutelare la duna, strutture molto invadenti come giostre o altri giochi itineranti vengono piazzati direttamente sulla sabbia, come evidenziano le segnalazioni che arrivano dai residenti da cui piovono lamentele continue anche per lo stato in cui si ritrova persino la parte di lungomare in cui i lavori si sono conclusi e dove la passerella in legno mostra già molti difetti nonostante la recentissima installazione. L’Udc chiede il cambio di passo, il sindaco Massimiliano Sanna, in attesa di farlo in aula tranquillizza i suoi alleati: «Aumenteremo i controlli su ciò che è di competenza della polizia locale. Nulla invece possiamo fare nelle zone demaniali su cui non abbiamo responsabilità dirette. Non appena i lavori, che riprenderanno a ottobre, saranno conclusi integralmente, predisporremo un piano per la fruizione molto articolato e valido».