La Nuova Sardegna

Oristano

Il caso

Scuola del Sacro Cuore cantiere aperto, studenti smistati in altre tre scuole di Oristano

di Michela Cuccu

	Il cantiere alla scuola del Sacro Cuore di Oristano
Il cantiere alla scuola del Sacro Cuore di Oristano

Il Comune di farà carico dei costi di trasporto per gli studenti

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Oristano La vicenda della scuola primaria del Sacro Cuore si conclude (almeno per ora) con un epilogo degno del romanzo a puntate che ha tenuto col fiato sospeso un intero quartiere. Il sipario si alza sull’ultima scena: il comunicato congiunto del sindaco Massimiliano Sanna e della nuova dirigente scolastica, Blanche Marie Rita Sanna. La verità, attesa da mesi, era emersa durante l’ultima seduta del consiglio comunale: la scuola chiuderà totalmente e in modo inderogabile per un altro anno. Le criticità emerse sono troppo gravi per permettere un rientro.

Per i 350 alunni, l’unica soluzione è un esodo forzato in altre tre sedi cittadine, con il Comune che si farà carico del trasporto sugli scuolabus. Per capire come si è arrivati a questo finale, bisogna riavvolgere il nastro della storia. Tutto era iniziato nell’estate 2024 con la promessa di una semplice e rapida manutenzione. I lavori, però, si bloccarono dopo appena due mesi, lasciando un cantiere immobile per un anno intero. In consiglio comunale, dove l’assessore ai Lavori pubblici, Simone Prevete, rispondendo a una interrogazione della minoranza, aveva in qualche modo cercato di addossare la colpa dei ritardi alla dirigente scolastica di allora, Lina Saba, accusandola di scarsa collaborazione.

La protagonista, oggi in pensione, non è rimasta in silenzio, rispondendo in modo memorabile: «Non ci sto a passare per capro espiatorio», svelando pubblicamente la lunga inerzia di chi doveva gestire il cantiere. E così, con l’ultima puntata, l’amministrazione ha cercato di dare una risposta definitiva. La scuola ha un futuro, ma per ora il presente si chiama Istituto Frassinetti, dove saranno ospitate 10 classi, scuola primaria di via Solferino ( 9 classi) e plesso di Sa Rodia- via Cairoli che ne ospiterà tre. Sedi scolastiche messe a disposizione dalla dirigente dell’Istituto comprensivo 1-2 Tiziana Laconi. «La chiusura del plesso è stata comunicata ufficialmente da parte del Comune il 24 luglio. Tale situazione è stata determinata dalla necessità di messa in sicurezza di tutto l’edificio, visto le problematiche che si sono presentate in avvio dei lavori precedenti – si legge nella comunicazione della dirigente scolastica del Comprensivo 3-4, Sanna –. Purtroppo, la decisione presa è incondizionata, inderogabile e imprescindibile poiché nulla è più importante della sicurezza dei nostri alunni e del nostro personale scolastico».

Ai più attenti osservatori non è sfuggito che la nota sia stata redatta dal sindaco e non dall’assessore Simone Prevete che il Psd’Az (del quale è segretario cittadino) avrebbe chiesto formalmente la sostituzione in giunta. Il motivo ufficiale sarebbe legato ad un avvicendamento programmato che non sarebbe gradito da Prevete che potrebbe a questo punto lasciare i sardisti. Solo indiscrezioni al momento, alle quali il vicepresidente del Psd’az, Domenico Gallus ha risposto con un laconico «No comment».

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