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Oristano

Le accuse

L’imprenditore: «So chi ha bruciato la mia casa e sono salvo per un caso»

di Enrico Carta
L’imprenditore: «So chi ha bruciato la mia casa e sono salvo per un caso»

Terralba, il proprietario parla dopo aver subito il secondo attentato incendiario in un anno

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Terralba Non appena il buio si era affacciato su via Sicilia, nella tarda serata di sabato 20 settembre, le fiamme si sono levate alte. Nella villetta in cui l’incendio camminava veloce e distruggeva ogni cosa che trovava sul suo cammino, c’era il proprietario Battista Manis che solo per un caso non si trovava nel punto dell’abitazione in cui il rogo imperversava. Ad andare a fuoco, per la seconda volta nel giro di tredici mesi, è stata la casa dell’imprenditore terralbese che gestisce alcune ricevitorie e tabaccherie  non solo nella cittadina. E non ci sono dubbi che anche stavolta sia stato un attentato. Chi è arrivato nella strada periferica che si trova nel tratto che porta da Terralba alla frazione di Tanca Marchese aveva con sé una tanica di carburante, probabilmente della comunissima benzina. Dopo aver scavalcato il muro di cinta della villetta che è divisa in due pertinenze, ha cosparso il liquido in uno dei locali, poi ha fatto la cosa più rischiosa e allo stesso semplice del mondo per chi voglia far bruciare tutto: ha acceso un innesco per poi fuggire.

Qualche attimo dopo Battista Manis si è accorto dell’incendio che ormai galoppava e che aveva già mandato in cenere tutto ciò che si trovava all’interno di alcune delle stanze di una delle due pertinenze. Fortunatamente lui era in quella che non è stata interessata dall’incendio, perché altrimenti il racconto di una serata ad altissima tensione sarebbe potuto essere diverso, ancor più perché fino a pochi minuti prima era in compagnia di un ospite. Il resto è stato un susseguirsi di preoccupazione e disperazione, mentre i vigili del fuoco del distaccamento di Terralba e del comando provinciale di Oristano mettevano in campo tutti i mezzi e gli uomini possibili per limitare i danni e i carabinieri avviavano, per la seconda volta nel giro di tredici mesi, le indagini.

Alla fine sono andate distrutte tre stanze e una macchina che si trovava poco distante dalla zona del fuoco è stata danneggiata, un danno che si aggiunge a quello già patito il 24 agosto dello scorso anno, leggermente inferiore ma comunque pesante e a cui l’imprenditore aveva dovuto porre rimedio facendo effettuare dei lavori e spendendo diverse decine di migliaia di euro.

Battista Manis non sa darsi pace e quando ancora il fuoco ardeva ha girato in diretta alcuni video social e ha iniziato a far capire che per lui un sospettato c’è. Così ieri mattina, mentre mostrava gli effetti devastanti del rogo, andava ripetendo: «Io non ho dubbi su chi possa essere stato, ho fatto il suo nome già l’anno scorso ai carabinieri e non ho avuto risposte, stavolta andrò in questura a sporgere la denuncia. È una persona che mi ha messo nel mirino da tempo, una persona che è arrivata addirittura a nascondere della droga in casa di mia figlia e che si reca in tabaccheria da mia moglie e le mostra l’accendino davanti alla faccia. Ieri ho rischiato di morire – dice tra le lacrime –, chi ha messo il fuoco non poteva sapere se io mi trovassi o meno nel bagno attiguo alla stanza in cui è stato appiccato l’incendio. Se fossi stato lì, difficilmente sarei riuscito a uscire. Avevo terminato di rimettere a posto la casa dopo l’incendio dell’anno scorso e ora devo ricominciare da capo».

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