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La sindaca replica: «Non abbiamo rubato il marchio del Cabudanne de sos poetas»

di Caterina Cossu
La sindaca replica: «Non abbiamo rubato il marchio del Cabudanne de sos poetas»

L’associazione aveva presentato una diffida contro l’amministrazione per l’utilizzo inappropriato della dicitura nel Progetto Borghi

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Seneghe Nessun legame con il Cabudanne de sos poetas, nessun utilizzo del nome, del marchio o dell’identità del festival storico. È la sindaca di Seneghe, Albina Mereu, a intervenire per chiarire la posizione dell’amministrazione comunale dopo il contenzioso nato attorno a un atto del Progetto Borghi, oggetto di una diffida da parte dell’associazione Perda Sonadora. «L’intervento che coinvolgerà Casa Pili – precisa la prima cittadina – non ha alcun collegamento con il festival Cabudanne de sos poetas né con le attività dell’associazione che lo organizza. La dicitura riportata in alcuni atti ha esclusivamente valore tecnico-amministrativo e non riguarda in alcun modo loghi, marchi o denominazioni ufficiali riconducibili al festival».

L’amministrazione, dunque, potrà risolvere la questione astenendosi dall’utilizzare il marchio all’interno del progetto. Nel ribadire l’assenza di qualsiasi volontà di appropriazione o sfruttamento dell’identità del festival, Albina Mereu richiama anche il senso complessivo del Progetto Borghi Linea B, finanziato dal Pnrr: «Portare avanti questo progetto ha significato anche garantire ai privati la possibilità di accedere ai fondi della Linea C, destinata alle iniziative private. Un’opportunità che sarebbe venuta meno in caso di rinuncia al finanziamento. La scelta di proseguire è stata quindi dettata da un senso di responsabilità verso la comunità». La sindaca ricostruisce poi il percorso amministrativo del progetto. L’attuale amministrazione si è insediata il 14 giugno 2022 e, poche settimane dopo, ha ricevuto la comunicazione ufficiale dell’ammissione a finanziamento del progetto “Seneghe 2026”, presentato dalla precedente giunta il 15 marzo dello stesso anno.

«Ci siamo trovati di fronte a un progetto ereditato – spiega – che presentava criticità rilevanti, tali da metterne seriamente a rischio la realizzazione». Di fronte a questa situazione, l’amministrazione avrebbe potuto rinunciare ai fondi, ma ha scelto di assumersi la responsabilità di intervenire. È stato costituito un team di progetto e avviato un confronto costante con il ministero della Cultura, che ha portato a una serie di rimodulazioni approvate dagli uffici ministeriali: «Un lavoro complesso, portato avanti in piena trasparenza, che ci ha consentito di superare le criticità e di rispettare i tempi nazionali ed europei». A oggi, secondo i dati forniti dal Comune, circa l’80 percento del progetto risulta realizzato, collocando Seneghe tra gli interventi più avanzati tra gli otto finanziati. Sono già stati completati il potenziamento della biblioteca e dei giardini di Casa Aragonese, l’European Youth Center, gli interventi di prevenzione incendi, la Scuola di sviluppo locale, Prentzas apertas, il processo partecipativo, la Comunità ospitale e la Summer school. L’unico intervento ancora da completare riguarda Casa Pili, per il quale le risorse risultano già impegnate. Qui sorgerà uno spazio dedicato alla valorizzazione della cultura immateriale di Seneghe. «Non un museo convenzionale – sottolinea Albina Mereu –, ma un luogo vivo e contemporaneo, capace di raccontare tradizioni ancora vive». L’amministrazione ribadisce infine la propria disponibilità al dialogo anche con il Ministero, confermando l’impegno a portare a termine il progetto Borghi.

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