Il sindaco non si dimette: «Resto dove mi hanno voluto i cittadini»
Rimandato il voto sul bilancio, ma la crisi politica resta in piedi
Oristano Il sindaco non si dimette. E, almeno per ora, non arretra di un passo. Massimiliano Sanna sceglie di restare al suo posto nonostante una crisi politica che ormai è sotto gli occhi di tutti e che in aula si è materializzata con i banchi della maggioranza quasi deserti. Alla seconda convocazione del consiglio comunale, chiamato ad approvare il bilancio di previsione, del centrodestra si contano poche presenze, mentre ben cinque consiglieri di maggioranza disertano la seduta certificando una frattura profonda. C’è invece seduto al suo posto in giunta, a un passo dal sindaco e di fianco alla vice Maria Bonaria Zedda, l’assessore pomo della discordia Ivano Cuccu, a dispetto della richiesta della sua testa portata sul tavolo della trattativa da parte della maggioranza.
Dopo il ritiro di interpellanze e interrogazioni per arrivare al nodo centrale, è lo stesso sindaco a giocare d’anticipo: chiede di rinviare la discussione sul bilancio al prossimo consiglio comunale. Una mossa istituzionalmente corretta, accolta dal presidente dell’aula Peppi Puddu come gesto di garbo istituzionale, ma che di fatto sposta il confronto politico in avanti. A quel punto è la minoranza a cambiare il terreno di gioco, chiedendo che si apra subito un dibattito sulla crisi e sullo stallo che, a loro giudizio, sta paralizzando Oristano.
È lì che la seduta si accende davvero. L’opposizione di centrosinistra affonda, parla di città ferma, di maggioranza implosa, di incapacità politica e di un’amministrazione ostaggio dei propri equilibri interni. I consiglieri chiedono un atto di responsabilità, evocano il commissariamento di fatto del sindaco da parte dei partiti che lo sostengono e mettono in fila accuse pesanti sul mancato confronto e sul rinvio continuo delle decisioni strategiche. Sanna rivendica quanto fatto finora, dai progetti legati al Pnrr alle scelte amministrative già avviate, e sostiene che esistano ancora i margini per ricomporre la crisi. Non nega le difficoltà, ma respinge l’idea di un passo indietro e rilancia sulla necessità di portare avanti il mandato ricevuto dagli elettori. Il prossimo consiglio comunale, quello in cui si dovrà tornare a parlare di bilancio, diventa così lo spartiacque vero: o la maggioranza ritrova i numeri e una linea condivisa, oppure la crisi, finora politica, rischia di trasformarsi in qualcosa di più profondo e definitivo per la guida della città.