Un mese per gestire la crisi. Il sindaco tenta il tutto per tutto, trattative serrate con i partiti – Gli scenari
Comune di Oristano senza bilancio, andrà avanti in esercizio provvisorio
Oristano Il sindaco Massimiliano Sanna si infila nell’unico pertugio che il regolamento gli concede e riesce a congelare la crisi per quasi un mese. Nel frattempo il Comune, senza il bilancio approvato, continua a lavorare in esercizio provvisorio, per ora senza apparenti grandi contraccolpi e con ben due spade di Damocle sulla testa. La prima è proprio legata alla mancata approvazione del bilancio che richiede procedure particolari e impone dei limiti ben precisi all’attività dell’ente; la seconda è quella dei numeri che continuano a mancare e che rischiano di far naufragare la consiliatura.
Congelatore
La mancata approvazione del bilancio entro tempi prestabiliti per legge porta automaticamente al decadimento, ma ci sono vari passaggi tecnici prima di arrivare alla parola fine. Di certo, in questo ennesimo agitato capitolo c’è che l’azione politica degli eletti si ferma e va avanti solo quella della giunta e dell’apparato degli uffici. Insomma, è di nuovo il tempo dell’attesa, al quale Massimiliano Sanna ormai avrà fatto l’abitudine in questi primi tre anni e otto mesi di guida del Comune, visto che dal primo giorno della sua avventura in municipio si trova in balia dei continui strappi di una maggioranza le cui anime non vanno d’accordo e che il primo cittadino non riesce a tenere a freno. Due settimane fa la crisi è esplosa di fronte alla richiesta di Fratelli d’Italia di defenestrare l’assessore alla Viabilità, al Patrimonio e all’Urbanistica Ivano Cuccu, esponente di Forza Italia. Il sindaco non ha voluto dargli il benservito e si è ritrovato, giovedì scorso in consiglio comunale, senza i numeri sufficienti per far approvare il bilancio. Di fronte alla possibilità di una bocciatura ha ritirato dall’ordine del giorno proprio il punto sull’approvazione del bilancio bloccando così tutta la procedura che l’avrebbe visto soccombere. A quel punto, da regolamento, il presidente del consiglio comunale Peppi Puddu ha convocato nuovamente la seduta per il voto sul bilancio alla prima data utile ovvero giovedì 26 febbraio. Qui però si entra nel nuovo scenario dei passaggi obbligati per il voto sul documento economico con cui qualsiasi comune si tiene in piedi e che non può non approvare.
Tempi da rispettare
La scadenza in teoria è fissata al 31 dicembre. Passata quella data si va in esercizio provvisorio usufruendo di una proroga. Quest’ultima scade il 28 febbraio ed il momento ultimo per esprimere un voto favorevole. Se l’amministrazione non adempie, ha comunque altri venti giorni di tempo per rimediare, motivo per cui si andrebbe al 20 marzo come data definitiva. Se nemmeno per quel giorno il bilancio dovesse essere approvato, l’amministrazione verrebbe automaticamente dichiarata decaduta e quindi sarebbe commissariata con la guida dell’ente che passerebbe a un amministratore straordinario nominato dalla Regione, il quale porterebbe avanti l’ordinaria amministrazione sino alla data delle successive elezioni. Considerando che inserirsi nella finestra delle elezioni in programma per la prossima primavera è molto difficile ma non impossibile per via dei tempi tecnici minimi da rispettare di 55 giorni, Oristano rischierebbe più di un anno di interminabile commissariamento.
Prendere tempo
È uno scenario futuro non troppo lontano dalla realtà se lo scontro interno al centrodestra non dovesse concludersi tra strette di mano e pacche sulla spalla di fronte a una nuova pace armata. Tornando invece al pertugio in cui Massimiliano Sanna si è infilato per prolungare di un mesetto la sua avventura politica, bisogna addentrarsi nei meandri del regolamento comunale. Dopo che il punto all’ordine del giorno era stato ritirato nella seduta di giovedì, il presidente Peppi Puddu aveva riconvocato il Consiglio per il 26 febbraio. Quella data sarebbe rimasta valida se il sindaco non avesse fatto un ulteriore passo: ha inviato comunicazione scritta formale con cui ritirava ufficialmente l’ordine del giorno. A quel punto la chiamata in aula del 26 febbraio è saltata definitivamente non essendoci più argomenti da affrontare perché, contestualmente, è stato ritirato anche quello sugli oneri di pagamento per la formazione di una nuova lottizzazione che era a sua volta inserito tra le scadenze del Consiglio.
La crisi
Si tornerà quindi in aula dopo la prima decade di marzo per approvare il bilancio. Per il momento il sindaco con questa legittima scappatoia ha evitato il rischio di scioglimento dell’assemblea civica per almeno venti giorni. In questo tempo il primo cittadino e i partiti devono trovare un modo per riuscire a spegnere l’incendio della crisi che ormai divampa da giorni e non accenna a spegnersi anche perché l’iniziativa del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Fulvio Deriu, che è anche consigliere comunale ha avuto il sostegno di Udc e Psd’Az, nonché di Sardegna al Centro 20/Venti che comunque è da mesi fuori dal perimetro della maggioranza. Insomma, Massimiliano Sanna conta ormai sull’appoggio di pochissimi consiglieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA
