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Urbanistica

Piano idrogeologico bocciato e nascosto per mesi: esplode il caso politico

di Enrico Carta

	Uno scorcio di Oristano
Uno scorcio di Oristano

L’Ordine degli Ingegneri mostra preoccupazione per il settore, mentre l’ex assessore Ivano Cuccu finisce sotto accusa da parte dei suoi vecchi compagni di maggioranza

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Oristano Non è solo un inciampo burocratico. La mancata approvazione del Piano di assetto idrogeologico, bocciato a gennaio senza che ne venisse data comunicazione ufficiale, diventa un caso politico. Tutti avrebbero scommesso che sarebbero arrivate reazioni a pioggia dalle forze in consiglio comunale, ma a due giorni dall’esplosione del caso arrivano anche parole pacate ma ferme dall’Ordine degli Ingegneri. La preoccupazione che si diffonde tra i professionisti è tanta, perché un aggiornamento del Piano avrebbe consentito di sbloccare una serie di situazioni che rimangono impigliate nelle maglie della burocrazia. Basti pensare che la zona delle Regioni rientra tra quelle in cui i vincoli sono stringenti e che anche per installare un semplice impianto fotovoltaico sul tetto oggi bisogna infilarsi nel ginepraio delle pratiche. Per costruire ex novo in quella zona poi resta in vigore una serie di obblighi per cui non è possibile sottrarsi a studi di compatibilità idraulica. E questo è solo un esempio, perché altri quartieri della città, soprattutto in periferia, e le frazioni erano interessate alla revisione. Infine, c’è il discorso del Piano urbanistico comunale, vecchio di quasi vent’anni che l’amministrazione vuole aggiornare, ma senza un Piano di assetto idrogeologico rinnovato non è possibile.

È in questo contesto che emerge tutta la preoccupazione dei professionisti attraverso le parole del presidente dell’Ordine degli ingegneri, Cristian Licheri: «È uno strumento urbanistico che riteniamo fondamentale, per cui ora ci attendiamo che il Comune e gli uffici comunali si adoperino per recuperare il tempo perso e presentarne uno che possa essere quanto prima operativo». Non è una dichiarazione chilometrica, ma sono parole che lasciano intuire che più l’attesa si prolunga, più i problemi restano insoluti e il settore ne risente. Anche o forse prima di tutto economicamente. L’inciampo, come chiarito, è vecchio di sei mesi visto che porta la data di gennaio quando l’assessorato all’Urbanistica era guidato da Ivano Cuccu. Oggi il suo successore Paolo Angioi (Sardegna 20/Venti) legge così la situazione: «È un fatto importante e negativo e che sia stata tenuto nascosta dal mio predecessore è ancora più grave. Questo Piano è di fondamentale importanza per lo sviluppo di tutto il territorio. Mi sono già attivato per chiedere alla dirigente, l’ingegnera Sara Angius, di recuperare uno studio sulle risultanze idrauliche della modellazione bidimensionale relative al Tirso che verosimilmente è in possesso all'Agenzia Regionale del Distretto Idrografico in maniera tale da poter redigere un nuovo piano che contempli tutto il reticolo idrografico, compresa la sponda nord del fiume, quindi anche le frazioni e Torregrande, per svincolare, dove possibile, la zone classificate Hi4 in Hi* e poter programmare nuovo sviluppo».

Insomma, non è più tempo per i passi del gambero. Che in maggioranza la cosa sia stata presa non nel migliore dei modi lo si capisce anche dalle parole del presidente della commissione Urbanistica, Fulvio Deriu (FdI): «È doveroso distinguere il piano tecnico da quello politico. La mancata approvazione del Pai non può, sotto un profilo squisitamente tecnico, essere imputata all’ex assessore. Tuttavia, sul piano politico, le responsabilità sono evidenti. Chi ricopre un ruolo di governo ha il dovere di informare tempestivamente l’intera maggioranza su un fatto di tale rilevanza. Si è invece preferito alimentare una narrazione trionfalistica, arrivando persino a celebrare in conferenza stampa un risultato che, già da gennaio, risultava totalmente inesistente. Chi amministra non è immune da errori, ma non può rivendicare successi inesistenti perché, come ricorda un noto aforisma, “puoi ingannare qualcuno per sempre e tutti per un po’, ma non puoi ingannare tutti per sempre».

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