Fingono di essere carabinieri in borghese, allontanano il figlio e svaligiano la casa di un’anziana: cosa è successo
Nel giro di pochi minuti due uomini sono riusciti a impossessarsi di gioielli e oggetti di valore
Oristano Hanno costruito la truffa passo dopo passo. Prima una telefonata per convincere il figlio ad allontanarsi da casa, poi la visita alla madre, un’86enne residente nel quartiere di San Nicola, a Oristano, fingendosi carabinieri in borghese impegnati in una perquisizione. Nel giro di pochi minuti due uomini sono riusciti a impossessarsi di gioielli e oggetti di valore custoditi nell’abitazione, facendo poi perdere le proprie tracce.
Il colpo è stato messo a segno nel pomeriggio di giovedì 2 luglio ma denunciato solo successivamente. Secondo una prima ricostruzione, i malviventi hanno contattato in tarda mattinata telefonicamente il figlio dell’anziana, raccontandogli che la sua automobile sarebbe stata coinvolta in un’indagine su una rapina a causa della presunta clonazione della targa. Con questo stratagemma lo hanno convinto a lasciare l’abitazione.
Poco dopo, intorno alle 15, i due si sono presentati alla porta della donna qualificandosi come carabinieri in borghese. Hanno spiegato di dover eseguire alcuni accertamenti e una perquisizione, riuscendo così a conquistare la fiducia dell’86enne. Mentre uno dei falsi militari la teneva impegnata, facendola uscire dall’appartamento e accompagnandola più volte su e giù per le scale con la scusa dei controlli, il complice è rimasto all’interno della casa. Ha rovistato nelle stanze e si è impossessato dei preziosi e degli altri oggetti di valore, per poi allontanarsi insieme al complice.
La truffa è stata scoperta soltanto al rientro del figlio, che ha trovato la madre in stato di choc e l’abitazione completamente messa a soqquadro. Solo a quel punto sono stati allertati i veri carabinieri, intervenuti per i rilievi e l’avvio delle indagini. I militari dell’Arma del comando di Oristano stanno ora ricostruendo i movimenti dei due truffatori - che nel frattempo paiono dileguati nel nulla - e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, nella speranza di risalire alla loro identità. Secondo le prime informazioni raccolte, entrambi parlavano con un marcato accento campano.
La denuncia è stata presentata soltanto diverse ore dopo il colpo, un ritardo che può rendere più complesse le prime fasi delle indagini. Per questo il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Steven Chenet, invita a contattare immediatamente il 112 in presenza di situazioni sospette o se si teme di essere vittima di una truffa. Il comandante ricorda inoltre che i carabinieri non chiedono mai denaro, gioielli o altri beni ai cittadini e non incaricano nessuno di ritirarli a domicilio. Di fronte a richieste di questo tipo è sempre bene interrompere il contatto e telefonare direttamente al numero di emergenza.
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