«Accuse infondate»: è scontro tra Asl e sindacato sul Pronto soccorso
Arriva la replica ufficiale della direzione generale: «Senza la nostra attività di programmazione e reclutamento, ora i presidi sarebbero chiusi»
Oristano Non si è fatta attendere la replica della Asl 5 alle accuse mosse dal sindacato Cimo-Fessmed sulla situazione del Pronto soccorso del San Martino. In una nota diffusa nella serata di oggi, mercoledì 8 luglio, la direttrice generale Grazia Cattina respinge le contestazioni e rivendica il lavoro svolto negli ultimi mesi per garantire la continuità dell'assistenza dopo la fine dei contratti con i medici gettonisti. «Se oggi i Pronto soccorso di Oristano, Bosa e Ghilarza sono aperti è grazie a un’intensa attività di programmazione e reclutamento, non certo all’inerzia» è il messaggio dell’azienda sanitaria.
L’azienda sanitaria di Oristano ricorda che allo scorso 30 giugno, con la scadenza del contratto con la società che forniva i medici a gettone, la situazione era estremamente critica: cinque medici strutturati al Pronto soccorso del capoluogo, uno a Bosa e nessuno al Punto di primo intervento di Ghilarza. «Le tre strutture sarebbero state probabilmente chiuse» afferma Cattina, sottolineando invece che il servizio è stato mantenuto in tutti e tre i presìdi. «Da febbraio – interviene ancora la direttrice generale – Regione, Ares e aziende sanitarie hanno lavorato fianco a fianco per trovare soluzioni alla fine dell'era dei gettonisti. Parallelamente la Asl di Oristano ha avviato proprie procedure di reclutamento, attraverso manifestazioni di interesse rivolte ai professionisti stranieri iscritti nell’albo regionale e il nuovo Albo unico regionale dei medici liberi professionisti». Il risultato, finora, è la contrattualizzazione di undici professionisti, mentre la ricerca di nuovo personale prosegue.
L’azienda non nega le difficoltà organizzative che ancora interessano il Pronto soccorso del San Martino, ma assicura di aver già predisposto misure di sostegno, con il monitoraggio costante della direzione sanitaria e della responsabile del reparto. «Fondamentale – sottolinea la Asl – anche il contributo dei medici di altre unità operative che hanno garantito turni aggiuntivi e il supporto atteso dall’Arnas Brotzu, con cui è stata stipulata una convenzione». Nel finale arriva la replica più netta al sindacato: per la direttrice generale sono «infondate» le affermazioni secondo cui nulla sarebbe stato programmato nei mesi scorsi. Al contrario, conclude, il mantenimento dei servizi di emergenza è stato possibile grazie a «un'attenzione continua e a un efficace lavoro di squadra» tra livello aziendale e regionale.
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