La Nuova Sardegna

Oristano

La denuncia

«Al Pronto soccorso con un solo medico di notte»: sindacato in rivolta

di Caterina Cossu
«Al Pronto soccorso con un solo medico di notte»: sindacato in rivolta

La denuncia della Federazione Cimo-Fesmed: «Una condizione incompatibile con il livello minimo di sicurezza»

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Oristano Il Pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano rischia di restare con un solo medico in servizio nella maggior parte dei turni notturni. A lanciare l’allarme è la Federazione Cimo-Fesmed, che con una lettera aperta indirizzata alla presidente della Regione con delega alla Sanità Alessandra Todde denuncia una situazione definita «ormai insostenibile» e chiede un intervento immediato per evitare ripercussioni sull’assistenza ai pazienti. Secondo il sindacato, fino a pochi giorni fa nei turni notturni erano presenti due medici e tre durante il giorno. Una dotazione già ridotta rispetto ai reali bisogni, ma che garantiva un livello minimo di sicurezza. Oggi, invece, la scelta di diminuire ulteriormente il personale rischia di lasciare un solo professionista ad affrontare contemporaneamente codici rossi, arresti cardiaci, politraumi e decine di pazienti in attesa. «È una condizione incompatibile con un sistema sanitario moderno e sicuro» scrive la Cimo-Fesmed. Nel documento, il sindacato attribuisce la crisi alla mancata programmazione regionale. La fine del ricorso ai medici a gettone, sostengono i rappresentanti dei camici bianchi, era nota da tempo così come le difficoltà nel reperire specialisti in Medicina d’emergenza-urgenza. «Nulla è stato programmato» si legge nella lettera, che ricorda come da anni vengano denunciate la carenza di personale e l’assenza di un piano per valorizzare e trattenere i professionisti nei presìdi periferici. La Cimo-Fesmed sottolinea inoltre che la Asl di Oristano è già costretta a ricorrere alle convenzioni con gli ospedali di Cagliari per garantire alcuni servizi essenziali e chiede alla Regione un piano straordinario per rafforzare il San Martino. L'appello, firmato dal segretario aziendale Marco Obinu e dal medico radiologo Giampiero Sulis come segreteria regionale, si chiude con una richiesta precisa: assicurare ai cittadini della provincia un Pronto soccorso in grado di garantire cure tempestive e sicure.

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