La Nuova Sardegna

Oristano

Il convegno

Coldiretti: «L’Agricoltura verso il digitale, pronti al grande salto IA»

di Caterina Cossu
Coldiretti: «L’Agricoltura verso il digitale, pronti al grande salto IA»

L’associazione: «Il 91 per cento delle imprese sarde chiede e usa gli incentivi per le innovazioni tecnologiche»

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Oristano L’agricoltura sarda è pronta ad accelerare sulla strada della digitalizzazione, ma per trasformare l’interesse delle imprese in investimenti servono più risorse, strumenti semplici e sostegno pubblico. È il quadro che emerge dal Digital Maturity Assessment del Polo Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti, presentato a Oristano nel corso dell’incontro “AI Agricoltura Intelligente - Come l’intelligenza artificiale entra nella vita di un agricoltore”. Alla rilevazione hanno partecipato 646 aziende agricole sarde, all’interno di un’indagine che a livello nazionale ha coinvolto circa 9mila imprese. Il campione isolano fotografa un settore giovane: quasi due titolari su tre hanno meno di quarant’anni, con un’età media di 37,7 anni, mentre circa il 20 per cento delle aziende è guidato da donne. La base tecnologica è ormai largamente presente nelle campagne.

I dati Quasi tutte le imprese dispongono di connettività, hardware e sistemi di archiviazione digitale. Il 36 per cento utilizza già strumenti per il monitoraggio da remoto di coltivazioni e terreni, il 14 per cento software gestionali e il 9,1 per cento servizi di mappatura satellitare. Si stanno facendo strada anche il controllo Gps di macchine e attrezzature, utilizzato dal 7,4 per cento delle aziende, e i sistemi digitali di irrigazione di precisione, fermi per ora al 3,4 per cento. Gli investimenti riguardano anche la gestione aziendale: circa un’impresa su dieci ha puntato sulla contabilità digitale o sull’automazione della mungitura, l’8,3 per cento ha digitalizzato il quaderno di campagna, il 6,8 per cento il rapporto con i clienti e il 5,1 per cento ha investito nell’e-commerce. Il dato più significativo riguarda però ciò che le aziende vorrebbero ancora fare. In numerosi ambiti oltre la metà degli imprenditori manifesta interesse per tecnologie non ancora adottate. Il 63,3 per cento guarda agli strumenti per la qualità delle produzioni, il 56,5 per cento al monitoraggio delle colture, il 55,6 per cento alla sicurezza informatica, il 55,4 per cento alla gestione dei magazzini e il 54,2 per cento alla pianificazione delle attività agricole. A frenare il salto di qualità sono soprattutto costi e difficoltà di accesso agli strumenti di sostegno. Il 91 per cento degli imprenditori chiede contributi pubblici per finanziare gli investimenti digitali e procedure più semplici per ottenere le agevolazioni, mentre l’88 per cento ritiene importante poter rateizzare le spese nel tempo.

L’analisi «Quello che emerge dall’indagine non è un’agricoltura ferma, ma un’agricoltura pronta, giovane e consapevole», ha sottolineato Roberto Mazzei, responsabile dell’Area Innovazione e Akis di Coldiretti. Secondo il direttore regionale Luca Saba, la sfida ora è accompagnare le aziende dalla semplice digitalizzazione fino all’impiego dell’intelligenza artificiale, trasformando il cambiamento tecnologico anche in un cambiamento culturale. Durante la giornata Alessandro Vagnozzi, fondatore di Drop Srl, ha illustrato alcune applicazioni pratiche dell’intelligenza artificiale nel settore, dalla pianificazione delle attività all’analisi dei dati fino al supporto alle decisioni aziendali. Per Coldiretti, il passaggio decisivo sarà ora ridurre la distanza tra la forte domanda di innovazione delle imprese e la concreta capacità di investire.

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