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Oristano

Il caso

Ancora disagi al Pronto soccorso: «Otto ore senza essere visitata»

di Caterina Cossu
Ancora disagi al Pronto soccorso: «Otto ore senza essere visitata»

La testimonianza di una paziente arrivata al San Martino di Oristano con sospetta frattura al polso

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Oristano È arrivata al Pronto soccorso con un sospetto polso rotto, ha aspettato per ore, ha fatto una radiografia privatamente e, dopo essere stata rimandata dal reparto di Ortopedia al Pronto soccorso, alla fine ha rinunciato e cercato un ortopedico a pagamento a Cagliari. È il percorso raccontato da una lettrice, che ha segnalato le difficoltà incontrate martedì 6 ottobre al San Martino.

La vicenda La donna racconta di essersi presentata nel primo pomeriggio, trovando una quindicina di persone in attesa e altre quattro o cinque ancora da accettare. Anziani, bambini e pazienti traumatizzati aspettavano insieme, mentre continuavano ad arrivare ambulanze. «Talmente tante che si è creata una fila di barelle con pazienti, anche con ossigeno e traumi gravi», riporta. A gestire la sala d’attesa, sarebbe stata, infatti, soprattutto una guardia giurata. Dopo aver atteso fino alle 22.30 e saputo che l’ortopedico non sarebbe stato presente per tutta la giornata, la donna ha deciso di accelerare i tempi: radiografia a pagamento e poi il reparto di Ortopedia. Qui, dopo circa mezz’ora, un’infermiera le avrebbe spiegato che per essere presa in carico avrebbe dovuto tornare al Pronto soccorso. Tornata al Pronto soccorso, ha aspettato altre due ore senza essere accettata. «A quel punto ho cercato un ortopedico a pagamento», racconta. Un’ora di viaggio fino a Cagliari, mezz’ora di visita e il problema, dice, è stato risolto.

La replica La Asl 5 precisa che il 6 ottobre gli accessi al Pronto soccorso sono stati 73, in linea con la media annuale di 74. I pazienti con problemi traumatologici sono stati 27, il 37 per cento del totale: quattro sono stati ricoverati, due hanno abbandonato il percorso e gli altri sono stati gestiti con tempi medi di quattro-cinque ore. Il direttore sanitario Roberto Irde sottolinea il peso della traumatologia sull’attività di Pronto soccorso, Radiologia e Ortopedia e segnala una novità: dal primo ottobre è attiva la Guardia ortopedica H24, che dovrebbe rendere più rapida la gestione anche dei piccoli traumi. L’azienda sta inoltre estendendo i percorsi Fast Track, che consentono di indirizzare alcuni pazienti direttamente allo specialista dopo il triage. Tra quelli in attivazione c’è anche il percorso ortopedico. La direzione generale annuncia infine un Piano del sovraffollamento, che interverrà sull’organizzazione del Pronto soccorso e sui percorsi di accesso e dimissione.

Neuropsichiatria infantile Alla Asl 5 è arrivata anche la segnalazione di una mamma in attesa da mesi della presa in carico del figlio nel reparto di Neuropsichiatria infantile. Dopo che le insegnanti avevano segnalato possibili difficoltà nell’apprendimento, la famiglia ha tentato di avviare l’iter con il servizio pubblico, senza però ottenere, racconta, una data certa per la visita. Per non lasciare il bambino senza valutazione, i genitori si sono rivolti a specialisti privati, sostenendo spese per migliaia di euro. La relazione è stata poi inviata alla struttura pubblica. «Chi non ha le disponibilità economiche per pagare visite ed équipe private cosa fa?», chiede la madre, cui l’azienda risponde dicendosi «dispiaciuta per il disagio» e avviato una verifica di quanto accaduto. La direzione ha dichiarato di puntare a garantire alle famiglie una data certa per la presa in carico già dal primo contatto e ricorda che, in caso di difficoltà nell’accesso o nelle prenotazioni, è possibile rivolgersi all’Urp. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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