Sassari, la morte dell’ingegnere Giovanni Orani: perizia su pc e smartphone
La Procura cerca altri computer: lunedì 12 ottobre a Oristano accertamenti sulle memorie dei dispositivi
Sassari Potrebbe arrivare dai dispositivi elettronici di Giovanni Orani – quelli al momento nelle mani degli investigatori – qualche risposta agli interrogativi ancora aperti sulla sua morte. È fissata per lunedì 12 ottobre, a Oristano, la perizia disposta dalla Procura della Repubblica di Sassari sullo smartphone e sul computer portatile dell’ingegnere sassarese trovato senza vita il 23 agosto nella sua Volkswagen Passat, in fondo a una scarpata a Scala di Giocca, alle porte della città.
L’esame, affidato a un perito nominato dalla Procura, potrebbe offrire elementi interessanti per ricostruire le ultime ore e gli ultimi giorni di vita del 44enne. Contatti, comunicazioni, attività svolte attraverso i dispositivi e altri dati che potrebbero aiutare gli investigatori a mettere in ordine le sue ultime giornate e a verificare eventuali circostanze ancora da chiarire.
Ma c’è un altro aspetto sul quale si stanno concentrando gli accertamenti dei carabinieri, a cui è stata affidata l’inchiesta, capire se Giovanni Orani utilizzasse anche altri telefoni, altri computer o supporti informatici, nel suo studio professionale o a casa. Gli investigatori stanno verificando infatti se esistano ulteriori dispositivi che potrebbero contenere informazioni utili e che, in caso di individuazione, potrebbero essere acquisiti e sottoposti a esame.
La perizia di lunedì rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta, coordinata dalla pm Elisa Succu. Il lavoro investigativo procede intanto anche sul fronte degli accertamenti scientifici. I giorni scorsi sono stati trasmessi a Cagliari, per essere analizzati, gli elementi raccolti dall’istituto di patologia forense durante l’esame autoptico. E sempre a Cagliari - al reparto dei carabinieri del Ris - sono stati inviati i reperti acquisiti all’interno e all’esterno della Volkswagen Passat station wagon in cui è stato trovato il corpo senza vita del professionista.
L’auto, così come la salma di Giovanni Orani, restano al momento sotto sequestro da parte della magistratura. Tutti gli elementi verranno esaminati nel tentativo di ricostruire cosa sia accaduto prima che l’auto finisse nella scarpata. L’indagine resta aperta e procede in tutte le direzioni. Ora i riflettori sono puntati soprattutto sui supporti informatici. Dai loro contenuti potrebbero emergere collegamenti, informazioni o circostanze finora rimaste fuori dal quadro investigativo. E proprio per questo l’eventuale esistenza di altri telefoni o computer rappresenta uno degli aspetti che gli inquirenti potrebbero prendere in considerazione per tentare di risolvere quello che al momento resta un giallo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
