Una tessera sconto per nutrire e accudire i gatti di strada
La proposta del Comune di Oristano per attenuare i costi del mantenimento delle colonie felice
Oristano Novità importanti sul fronte della gestione del randagismo e della tutela degli animali. Il Comune ha emanato un avviso pubblico volto ad alleviare l’onere economico che grava quotidianamente sui volontari per l’approvvigionamento alimentare dei gatti di strada. L’iniziativa prevede il coinvolgimento attivo degli operatori economici locali, i quali, sottoscrivendo una convenzione con l’ente, si impegneranno a garantire una percentuale di sconto ai referenti delle colonie feline riconosciute. Ai beneficiari verrà consegnata una tessera identificativa cartacea da presentare al momento dell’acquisto dei prodotti. Le ditte interessate avranno tempo fino al 9 novembre per manifestare la propria adesione. Secondo i dati ufficiali, nel territorio comunale si contano attualmente trentanove colonie feline registrate, per un totale stimato di circa cinquecento gatti.
Questo nuovo provvedimento giunge a breve distanza da un altro importante intervento, sempre da parte da parte del Comune: la pubblicazione della graduatoria che ha ammesso sedici colonie feline urbane a un programma straordinario di sterilizzazione, per un totale di 95 interventi autorizzati su 144 richiesti. Il servizio di chirurgia e microchippatura è stato affidato al raggruppamento tra Merops Veterinaria e Ambiente e la Clinica Veterinaria Duemari, con l’obiettivo di arginare le nascite incontrollate. Nonostante gli sforzi profusi dall’amministrazione – difesi dall’assessora all’Ambiente Maria Bonaria Zedda, che ha più volte rimarcato l’importanza della sinergia istituzionale con la polizia locale e l’Asl –, le preoccupazioni per i volontari restano.
Il nuovo bando sugli sconti alimentari intercetta solo parzialmente il duro atto d’accusa lanciato nei mesi scorsi dalle reti animaliste locali e dalla portavoce Valeria Marras, che avevano apertamente parlato di «collasso economico e psicologico» causato dall’inerzia delle istituzioni. Per le attiviste, i fondi comunali stanziati – poco più di 12mila euro – restano una risposta «insufficiente e inefficace». Oltre alla richiesta di trasformare i bandi in interventi attivi tutto l’anno, sfruttando a pieno il Piano Triennale dell’Asl, le criticità maggiori sono nell’ assenza di strutture pubbliche per la degenza post-operatoria e gli stalli. Catturare i gatti e operarli serve a poco, se poi manca un gattile municipale o un’oasi protetta in cui monitorare i felini nelle 48 o 72 ore successive all’intervento, senza saturare le abitazioni dei volontari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
