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WeWorld Index 2022: diseguaglianze, non si riduce il gap

WeWorld Index 2022: diseguaglianze, non si riduce il gap

Un bimbo su 2 e una donna su 3 vivono in Paesi non inclusivi

23 novembre 2022
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Una situazione in lieve miglioramento negli ultimi sette anni, ma una situazione ancora pericolosamente negativa in ampie parti del mondo, soprattutto nell’Africa subsahariana. A dirlo è il rapporto “WeWorld Index – Women and Children Breaking Barriers to Build the Future”, l’indice elaborato da WeWorld, e presentato oggi, per misurare il livello di inclusione di donne, bambine e bambini in quasi 170 Paesi del mondo.
Il WeWorld Index 2022 è un indice composito che raggruppa 30 indicatori riferiti a 15 “dimensioni che fanno riferimento a 4 fondamentali ambiti della vita delle persone: salute, istruzione, economia e società. La classifica finale del WeWorld Index 2022, composta da 166 Paesi, vede al primo posto ancora una volta il Nord Europa e l’Europa continentale, le aree più inclusive per donne e bambini, con in testa Norvegia, Islanda e Svezia.
Lo stesso vale per i Paesi in fondo alla classifica, con i tre peggiori Paesi per l'inclusione di donne e bambini che sono Repubblica Centrafricana, Sud Sudan e Ciad. Dal 2015, primo anno di pubblicazione di WeWorld Index, un gruppo di Paesi non è mai progredito, restando al fondo della classifica; in particolare, l’Africa subsahariana è l’area meno inclusiva per donne e bambini, i cui Paesi sono affetti da povertà cronica, instabilità politica e governi non democratici.
Parlando a livello globale, oggi un bambino su due (50,4%) e oltre una donna su tre (38%) vivono in Paesi caratterizzati da una qualche forma di esclusione, condizionati in particolare da cinque barriere a livello globale: povertà, conflitti, migrazioni forzate, cambiamenti climatici e rischi online per ragazzi e ragazze.
Guardando ai dati più specifici, circa il 10% della popolazione mondiale vive ancora in condizioni di estrema povertà; 127 milioni di ragazze in età da scuola primaria e secondaria non vanno a scuola; un bambino su sei, cioè 452 milioni nel mondo, nel 2020 viveva in una zona di conflitto; mentre gli effetti della crisi climatica hanno impatto soprattutto sui Paesi più poveri, e, in questi, sulle fasce di popolazione più vulnerabile. Circa 1 miliardo di bambini, a livello globale, corrono un “rischio considerevole” a causa delle conseguenze del cambiamento climatico.
Infine, in media, ogni giorno vengono identificate sette vittime di sfruttamento sessuale minorile online, e più del 60% delle vittime non identificate di materiale pedopornografico sono in età prepuberale. Più di un terzo degli adolescenti rivela di essere vittima di cyberbullismo, mentre il 65% delle vittime di abusi online sono ragazze. Sono alcuni dei dati sui rischi online per bambini e ragazzi, analizzati dal WeWorld Index 2022, con l’aumento dell’uso di Internet durante la pandemia che ha esacerbato il problema, rendendo sempre più urgenti delle soluzioni mirate.

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