Assalto al Bruncu Spina aspettando la seggiovia da cinque milioni di euro
Giovanni Bua
◗
I turisti sul Bruncu Spina (foto Luca Cossu)4 MINUTI DI LETTURA
FONNI. Ci sono i filippini del «tropang pinoy» e i kiters oristanesi. I surfisti di Sant'Antioco e gli snowboarder olbiesi. Gli «sciatori della domenica» di Bonnanaro e gli slittinisti di Iglesias. Quelli con moon boot giganti e tutina Colmar in tinta. E quelli che si lanciano dai pendii sopra buste di plastica nera. Sono migliaia. E ieri hanno preso d'assalto l'unica stazione sciistica della Sardegna: Bruncu Spina. Duemila metri di roccia e neve, nel cuore del massiccio del Gennargentu. «Finalmente è arrivata - sorride Antonio Nonne - e ce la godiamo tutta». Lui è il presidente dello Sci Club di Fonni. E, insieme a una decina di volontari, ha rimesso in piedi, con l'aiuto del Comune, le due piste nel Monte: tre chilometri di tracciati, duecento metri di manovia, novecento di skilift. Ferma al palo da sei anni in attesa del «super-progetto». Che, dopo una gara internazionale e tante discussioni, arriverà in consiglio comunale sabato per la definitiva approvazione. «Sono cinque milioni - spiega il sindaco di Tonino Coinu (nella foto in basso) - che cambieranno il volto della montagna. E, pensiamo, faranno la storia del turismo montano nell'isola». I soldi sono quelli stanziati dalla giunta Soru nel giugno del 2008. E verrano spesi per dare gambe all'idea della siciliana Ingitec, che ha sbaragliato la concorrenza di altre nove ditte nel concorso bandito nel 2009. Un milione servirà per risanamento ambientale, regimentazione delle acque, spietramento. Poi una seggiovia biposto, che manderà in pensione il «glorioso» skilift, e, con una sosta intermedia, arriverà a quota 1817, 12 metri sotto la vetta. Vetta sulla quale c'è un vecchio osservatorio astronomico che verrà rimesso in funzione. Così come verrà ristrutturato il vecchio rifugio: una casona di cantoni verdi e tetto spiovente che ospiterà ristorante, cucina e biglietteria, sala didattica e affitto sci (che d'estate diventeranno biciclette). E sei camere da letto a disposizione dei più incalliti. «Un gioiello - si sbilancia Tonino Coinu - che faremo marciare a tutta birra». Sabato presentazione in consiglio. Poi conferenza di servizi. «E prima dell'estate appalto - sottolinea il sindaco di Fonni -. Con il sogno che tutto sia pronto prima del prossimo inverno». Un sogno che potrebbe far decollare un' industria ricettiva già pronta. «Abbiamo una rete - continua Coinu - di alberghi e ristoranti, B&B e agriturismi. Gente che ha già scommesso sulla montagna, e attende di essere ripagata». Per ora a «portare la croce» di pensano gli Stakanov dello Sci Club. Dieci «stanziali» e qualche centinaio di simpatizzanti sparsi nell'isola. Sono meccanici e medici, consulenti e gommisti. «Tutti - racconta il presidente Antonio Nonne - uniti dalla passione per la montagna». Lui, che di lavoro produce biscotti, ha inziato a sciare nel 1972. E da 20 anni è uno degli animatori del club. «Il 24 settembre del 2010 il Comune ci ha dato in concessione gratuita l'area e l'impianto - sottolinea fiero - tutto era fermo da sei anni. Noi ci siamo armati di pazienza e passione. E, con l'aiuto di tutti, abbiamo rimesso in moto le cose. C'è voluto un mese solo per riparare il compattatore». Una corsa contro il tempo, in tutti i sensi: «La neve non arrivava - continua Nonne - ma ora ce n'è in abbondanza. E questo è il terzo week-end che facciamo per bene». Il primo baciato dal sole, e dal passaparola che ha fatto arrivare gli appassionati da tutta la Sardegna. Con carabineri, barracelli, polizia municipale, forestale, tutti impegnati in una gara di solidarietà per smistare traffico, tenere pulite le strade, aiutare le decine di pullman a fare manovra tra i cumuli di neve. «All'una avevamo fatto circa 500 skipass - spiega Nonne - alla fine della giornata sicuramente erano molti di più». E, a questi, vanno ad aggiungersi le centinaia di persone che alla stazione di risalita non arrivano. E si spargono festanti per la bianca montagna. Molti di loro la neve l'hanno vista solo in televisione. Alcuni sono esperti di altre tavole: da kite, o da surf. «Tutti sono felici di avere la loro montagna - chiude Coinu -. E ci perdonano qualche piccolo disservizio». Anche quelli con moon boot giganti e tutina Colmar in tinta. Che all'inizio storcono un po' il naso. Abituati a vin brulè e Courmayeur. Ma poi si fanno conquistare da salsiccia e filu ferru. E da Su Bruncu: duemila metri di roccia e neve, e un sogno da realizzare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
