Quando fare vela è educativo

Natale Tedde, assessore alla Pubblica istruzione

Diffusi i risultati di un programma basato su lezioni e gite in barca

 OLBIA. Dispersione scolastica e insuccessi: 10 anni fa la Sardegna occupava l'ultimo gradino in Italia e, Olbia, era la cenerentola dell'isola. Le percentuali in negativo facevano paura. Perché 4 studenti su 10 abbandonavano i libri. Numeri, questi, ricordati da Anna Maria Chessa, responsabile dell'Osservatorio permanente sulla dispersione scolastica del comune di Olbia. «Adesso, però, la situazione è in miglioramento e questo lo si deve ai progetti che, spesso con pochi soldi e con mezzi limitati, si organizzano nelle scuole». Uno, unico nel suo genere, merita di essere citato. Ed è di questo che, ieri, si è parlato nell'aula consiliare di Poltu Quadu per volontà dell'assessore della Pubblica Istruzione Natale Tedde, davanti ad alunni e famiglie. Un progetto concluso dopo cinque anni di percorso mirato a combattere la dispersione scolastica. Sono state coinvolte due classi della scuola elementare di via Vignola: la 5ª C e la 5ª D. Il titolo «Facciamo vela», ha un doppio senso. Il gran finale, infatti, si è svolto in mare (grazie alla sponsorizzazione del Banco di Sardegna), a bordo di un immenso veliero, sul quale i 18 scolari "fortunati" (era il numero massimo consentito) hanno trascorso 4 giorni e tre notti. Ma quel «Facciamo vela» voleva essere anche un "invito" dell'Osservatorio a "marinare" la scuola per un motivo importante: fare gruppo e, in questo caso fare equipaggio, anche lontano dai banchi di scuola.  Si può infatti sintetizzare così il progetto: gruppo, cooperazione e aiuto reciproco per combattere la dispersione scolastica. «I bambini imparano a stare insieme in modo diverso e a non prevalere - ha spiegato l'insegnante Maria Maddalena Carbini -. Se c'è un bambino in difficoltà, non si sentirà mai solo; perché c'è sempre un gruppo che lo sostiene. E questo lo aiuterà ad affrontare con successo il suo percorso scolastico. Princìpi applicati anche a bordo, dove i piccoli alunni hanno lustrato ottoni e rifatto i letti ma hanno dato anche una mano ai marinai arrampicandosi tra vele e alberi. E' un modo, questo, per rendere i bambini più forti e soprattutto uguali».  Anna Maria Chessa e Andrea Bertucci (psicoloco) hanno raccontato nei dettagli il progetto e le finalità e poi ringraziato la fondazione Tender To Nave ITalia (costituita nel 2007 dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano) che ha accolto questa iniziativa a valenza sociale facendo salire a bordo i 18 alunni e quattro educatori: tutti sul grande veliero armato a brigantino condotto da un equipaggio della Marina che ha viaggiato tra Olbia e La Spezia.
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