L’Anas ribadisce: non possiamo intervenire

Lo smottamento è ancora in corso. Cantieri: fermi i lavori tra Samassi e Nuraminis, non ci sono soldi

CHIA. Sul tratto della statale 131 interessato dalla frana, all’altezza di Florinas, l’Anas non potrà intervenire fino a che l’area non sarà completamente in sicurezza. Lo conferma il capo del Compartimento regionale, l’ingegnere Oriele Fagioli. Allo stato attuale i rischi sono alti.

Non solo. «I terreni in cui si è verificato lo smottamento non sono nostri». Sono di proprietà privata. «Noi subiamo questa vicenda – sottolinea Fagioli –, che costituisce un pericolo per la 131». La soluzione per impedire il blocco totale della strada statale, per l’Anas non aveva alternative: «Siamo stati obbligati a deviare il traffico su un tratto nostro di strada provinciale».

Tecnici della Regione e del Comune studiano l’evento. La massa di 15mila metri cubi avanza di circa trenta centimetri al giorno. «Al momento non è possibile fare interventi sul corpo della frana, occorre aspettare che si fermi». Ma non si esclude che il blocco scivoli direttamente a valle. «Fino a che non ci sarà totale sicurezza non possiamo intervenire».

Difficoltà anche sul fronte meridionale della statale 131. Il tratto da Nuraminis in direzione Sassari è il più avanzato, l’85 per cento dell’opera. Mancano lavori per sette milioni che possono essere conclusi in tre mesi, nel rispetto dell’appalto. A rilento sul fronte opposto, da Samassi a Nuraminis. L’impresa Mambrini fa i conti con difficoltà economiche e ne ha anche, secondo l’Anas, a ricominciare i lavori entro tre mesi. Si tratta per risolvere il contenzioso. «Ma non escludiamo l’ultima istanza, ossia la rescissione del contratto», dice Fagioli e ribadisce Pietro Ciucci, amministratore unico dell’Anas nazionale. Il cantiere è fermo al 15 per cento, ci vorrebbero 18, venti mesi per finire, equivalente a circa 30 milioni. I soldi ci sono.

Buone notizie sul versante settentrionale. «Entro metà giugno contiamo di finire i lavori e aprire il tratto sul parco del Padrongianus». È uno dei dieci cantieri sulla direttrice Sassari Olbia. Per altri due di questi sono in fase di definizione le gare d’appalto. «Entro l’anno – prevede Ciucci – saranno conclusi sette lotti. È un segnale di concretezza». Materia sulla quale Anas mette in conto anche un supporto della Regione, che dovrebbe integrare i 930 milioni che la Spa sta investendo in Sardegna come previsto dal Cis (Contratto investimenti sviluppo) stipulato in marzo con i ministeri.

Nell’investimento complessivo entrano anche due altri cantieri, uno sulla Sulcitana e uno nella Nurra (strada di Alghero), che, nelle previsioni dell’amministratore unico, saranno aperti al traffico tra giugno e luglio. Nello scenario prendono forma nuovi interventi sulla statale orientale 125 e sulla circonvallazione 554 di Cagliari. «Ma servirebbero altri due miliardi per poter fare di più», calcola Pietro Ciucci. Dove andarli a prendere? «Beh, il problema riguarda il bilancio dello Stato». Non sarà facile. Ma se sul futuro non si sbilancia, l’amministratore di Anas si mostra più soddisfatto dell’agenda attuale. Va oltre la lentezza dei cantieri e i disagi al traffico che ne derivano: «Procediamo con le opere, non vendiamo fantasie. Siamo arciconvinti di poter andare avanti». Un tocco di prudenza non guasta: «Certo – ammette Ciucci – sappiamo che i problemi sono sempre in agguato». Anche sulla strada statale 131. (gpm)

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