Torino, il ritorno di Vasco «Sono un uomo nuovo»

Il concerto di ieri sera ha riportato sul palco Blasco dopo due anni di assenza Rocker ma anche cantore di «questi tempi cupi». In programma un nuovo album

TORINO. Il look, giubbotto di pelle e cappellino indossato al contrario, è il solito. Ma dietro l’aspetto di sempre, si nasconde «un uomo nuovo», lo stesso che canta nel suo ultimo brano. Vasco Rossi torna sul palco dopo due anni, ieri sera a Torino, in una veste tutta nuova. Rocker sì, ma anche un pò cantore di questi tempi «cupi - dice - anche per colpa dell’irresponsabilità di chi dovrebbe governare il Paese». Per il cantante di Zocca, il Live Kom 013 è un pò come voltare pagina e aprire un nuovo capitolo, ma con lo stesso protagonista: la musica. «Dalla musica - racconta - ho avuto tanto, ho realizzato la mia favola rock e , a un certo punto, mi ero annoiato di tutto». La malattia, e lo stop imposto dai medici, avevano fatto il resto. «Mi dimetto da star», aveva detto in una intervista che aveva scioccato i suoi fan. Uno sfogo, in un particolare momento di stanchezza, che ora fa parte del passato. «Le dimissioni? Le hanno respinte...», afferma oggi, in una intervista all’Ansa, durante una pausa delle prove allo stadio Olimpico che per quattro serate sarà tutto esaurito. Ancora una volta Torino, che per il Blasco è ormai una seconda casa, non gli farà mancare il suo affetto. Proprio quello che gli ha permesso di ritrovare l’energia necessaria per esibirsi in live. «Solo la musica permette di far vivere un’esperienza straordinaria, condivisa da 50-70 mila persone allo stesso momento», sottolinea. Per due ore, forse anche di più, Vasco mixerà le vecchie canzoni con quelle nuove, il passato con il presente, in un gioco di note e di parole che è anche il gioco della vita. «Tutte le esperienze ti cambiano, ti modificano, soprattutto per chi, come me, non aveva mai fatto un giorno di ospedale», ammette Blasco. Che ha affiancato ai suoi brani storici alcune canzoni di forte critica sociale. Come “Gli spari sopra”, “Delusa”, “C’è chi dice no”, e “Mi si escludeva”. Brani che all’autore non sono mai sembrati così attuali: «Ho l’impressione che i tempi siano diventati ancora più cupi, sia per colpa della crisi economica, sia per chi dovrebbe governare il Paese ma si comporta da irresponsabile», osserva. Non ama l’antipolitica, il Blasco, dice che la politica «è necessaria», ma nello stesso tempo pretende «che uno che fa l’uomo politico sia una persona rispettabile, anche se non si condividono le sue idee». Se interpellato sul suo futuro il cantante non si sbilancia: «mi accontento di arrivare a fine giugno, portando a termine il tour, sano e lucido», scherza con la sua sorniona ironia, ma di sicuro ci sono tanti progetti in cantiere, tra cui un nuovo album.

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