Ancora mistero sul telefonino della vittima
Centonovanta telefonate trovate nel cellulare Nokia della povera Dina ma a distanza di cinque anni dalla sua morte ancora non si sa con esattezza chi, quando, e a che ora le ha fatte. Né, come...
Centonovanta telefonate trovate nel cellulare Nokia
della povera Dina ma a distanza di cinque anni dalla sua morte ancora non si sa con esattezza chi, quando, e a che ora le ha fatte. Né, come chiedeva la difesa, si potrà accertare con sicurezza se è vero, come sostiene Francesco Rocca, che la sera dell’omicidio lui aveva provato più volte a mettersi in contatto con la moglie. Ma lei non aveva risposto. In aula, ieri, a molti sono cascate le braccia, nello scoprire che nonostante il tempo passato, nessuna perizia o tabulato sia riuscita ancora a sbrogliare la faccenda. Il perito Paolo Salis, sentito ieri mattina in aula dalla corte d’assise, ha chiarito che «tutti i dati contenuti nel telefonino sono stati scaricati e salvati su un cd», ma che non gli risultano chiamate. Il pm Danilo Tronci ha spiegato che neppure nei tabulati risultano le chiamate perse, ma probabilmente non risultano perché il gestore della linea non lo prevedeva. (v.g.)