La Cgil: «L’isola sarà più “corta” con il nuovo supertreno»
Il segretario Filt Boeddu rivela: due "pendolini" dovevano già essere in servizio da gennaio. Serve anche un collaudo delle strade ferrate per far sfrecciare i treni a 160 all’ora - FOTO
SASSARI. Il futuro è in ritardo. Perché il treno superveloce, che esordirà alla fine dell’estate, doveva già sfrecciare sulle strade ferrate dell’isola da gennaio. La conferma arriva dal segretario regionale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu. Che per prima cosa spazza via i dubbi sull’esistenza dei treni. «È tutto vero – spiega –. I primi due dovevano entrare in servizio a gennaio. Siamo in ritardo, ma questo non importa. Se l’assessore Massimo Deiana riuscirà a metterli in servizio entro la fine dell’estate sarà in ogni caso un enorme passo avanti per i trasporti nell’isola».
Il collaudo. Boeddu fuga anche i dubbi sulle possibilità tecniche dei treni di volare sulle rotaie sarde. «Le motrici in servizio ora già raggiungono i 130 chilometri all’ora sul tratto che da Oristano va verso Cagliari. Deve essere migliorato quello che arriva a Sassari. Ma la Caf ha creato questi mezzi su misura, per adattarli proprio alle ferrovie dell’isola. Mi preoccupa un altro aspetto. Per far andare i treni in modo più rapido si devono anche collaudare le infrastrutture. In altre parole si deve abilitare la ferrovia. Ma non basta cambiare i cartelli con i limiti di velocità. L’operazione è più complessa e richiede l’intervento di diversi organismi. Per questo spero ci si attivi da subito. Non vorrei che arrivassimo al paradosso di avere treni veloci, ma di doverli fare andare più lentamente. Per quello che riguarda i treni posso dire che sono costruiti con una tecnologia che accompagna la curva con il pendolo della cassa. Sono progettati per le nostre infrastrutture. C’è un altro aspetto che dovrà essere studiato. Questi treni dovranno essere integrati nella rete. Non dovranno fare fermate intermedie. Ma dovranno restare anche quelli che sostano nelle stazioni principali e quelli che vanno a scartamento ridotto. Questo traffico dovrà essere armonizzato».
Il ritardo. Boeddu ritorna anche sui ritardi. «In realtà tutto è legato alle difficoltà iniziali che si sono avute nell’appalto. Prima aveva vinto una società francese, poi una spagnola. Ci sono tempi lunghi anche sui collaudi».
Il 5-5-1. Il rappresentante sindacale mostra anche i lati positivi. «Per la prima volta dopo 5 anni si ritorna a parlare di trasporto locale. Con la giunta di Ugo Cappellacci abbiamo cambiato 5 assessori in 5 anni. Cappellacci, Angelo Carta, Liliana Lorettu, Christian Solinas e di nuovo Cappellacci. Era impossibile parlare di qualsiasi cosa. Ora si ritorna a concentrare l’attenzione anche sul trasporto pubblico locale».
L’allarme. La viabilità interna ritorna a essere al centro della attenzione della giunta regionale. E Boeddu non si tira indietro. «Sono preoccupato – afferma – per i tagli annunciati dall’assessore Deiana. E lo dico senza polemica. Al contrario vorrei capire quali sono le intenzioni della Regione. Ho letto che il trasporto pubblico locale non potrà più essere sostenuto dalla Regione. Perché i 180 milioni sono un costo superiore alle possibilità dell’assessorato. Ma ricordo che la Sardegna è la Regione che dà il più basso contributo a chilometro per chi svolge il servizio pubblico. Difficile ridurre i costi senza cancellare servizi essenziali o senza aprire voragini nelle casse delle municipalizzate o dell’Arst».
Trenitalia. Un capitolo a parte merita Trenitalia. La società riceve 40 milioni di euro per il servizio pubblico che svolge nell’isola. «Credo che dobbiamo partire da questi nuovi treni per rivedere tutto il rapporto che abbiamo con Trenitalia. Ora i soldi vengono girati dallo Stato nelle casse della società. La Sardegna è spettatrice. Credo che la Regione debba avere un altro approccio. Debba far sottoscrivere un accordo con oneri di servizio precisi. In cui si regola nel dettaglio ogni aspetto. La frequenza dei treni, la velocità di percorrenza, il tipo di mezzo che viene utilizzato. Un po’ come si fa già per gli aerei. Penali comprese in caso di inadempienza».
Lo scetticismo. Ma a rallentare i treni ci pensa la rete. Sarà che i sardi sono allenati da decenni di treni lumaca e di un sistema ferroviario che sembra più vicino all’Ottocento che al Duemila. Ma sul web in pochi credono che il treno veloce possa arrivare sulle strade ferrate sarde. I commenti su Facebook oscillano tra il sarcastico e lo scettico.
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