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Sassari-Olbia e 131, ultimatum all’Anas di Maninchedda

CAGLIARI. Una lettera ultimatum all’Anas per i lavori fantasma sulla Carlo Felice e la consegna di un dossier alla procura della Repubblica sulla selezione, sempre da parte dell’Anas, di alcuni...

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CAGLIARI. Una lettera ultimatum all’Anas per i lavori fantasma sulla Carlo Felice e la consegna di un dossier alla procura della Repubblica sulla selezione, sempre da parte dell’Anas, di alcuni tecnici che lavoreranno nei cantieri della Sassari-Olbia. L’assessorato regionale ai Lavori pubblici continua a mettere sotto pressione l’Azienda delle strade.

Carlo Felice. L’assessore Paolo Maninchedda ha scritto in questi giorni al capo compatimento della Sardegna, Valerio Mele, per chiedere l’immediato riavvio dei lavori nei tre lotti bloccati. Due bandi sono stati ripubblicati di recente, mentre il terzo è ancora fermo negli uffici dell’Anas. «Nei mesi estivi – scrive l’assessore – il traffico sulla 131 aumenterà e non possono continuare i disagi che ormai durano da troppi anni». La sollecitazione è evidente: se tagliare i tempi della burocrazia non è stato possibile, nonostante gli impegni pretesi dal prefetto di Cagliari, «all’Anas chiediamo che, al momento della riapertura dei cantieri, i lavori siano i più veloci possibile». Ci sono altre due richieste perentorie: la continua e tempestiva comunicazione sui tempi previsti per ciascun intervento e la consegna di «tutta la documentazione che ha provocato finora il blocco degli appalti, compresa la transazione con l’impresa (la Mambrini) che non ha completato le opere.

Sassari-Olbia. Lo stesso assessorato ha trasmesso alla Procura una lettera in cui sostiene che «l’Anas non ha risposto alle sollecitazioni della Regione per conoscere l’iter della selezione con cui sono stati dichiarati idonei 121 candidati fra cui saranno scelti i 35 da assumere nel cantiere della Sassari-Olbia». Secondo l’assessore, sono diversi i punti oscuri soprattutto per quanto riguarda i criteri e le prove da sostenere. «Nonostante le sollecitazioni di un mese fa – scrive nella lettera indirizzata alla Procura – da parte dell’Anas non ci sono state risposte o chiarimenti».

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