La Nuova Sardegna

Clivati: «Abbiamo già un piano alternativo»

di Federico Sedda
Clivati: «Abbiamo già un piano alternativo»

Il numero uno di Ottana Energia esulta per l’abbandono del Galsi e rispolvera la sua proposta

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OTTANA. Tra coloro che plaudono alla decisione della giunta regionale di abbandonare il progetto Galsi c’è anche il patron della centrale termoelettrica di Ottana Energia, Paolo Clivati, che si batte da anni perché gli impianti della Sardegna centrale possano essere approvvigionati dal gas. «Ottana Energia – dice l’imprenditore milanese – ha accolto con molto favore la decisione della Sfirs e della Regione di uscire da Galsi. Finalmente, viene fatta chiarezza su un’infrastruttura da sempre promessa e ogni anno rimandata nel tempo». Ora, per il gas, potrebbero aprirsi nuove strade. «Messo da parte il Galsi – sottolinea Clivati – ci si aspetta che venga cercato un piano alternativo per la metanizzazione della Sardegna, unica regione d’Europa a non avere una rete del gas». Lui l’alternativa l’aveva (e l’ha) già pronta. «Ad aprile del 2013 – ricorda l’imprenditore lombardo – Ottana Energia presentò un progetto per la realizzazione di un rigassificatore nel Sulcis. La realizzazione di quell’impianto, una volta collegato alla dorsale di distribuzione del gas ancora da realizzare, avrebbe potuto consentire di riconvertire la centrale di Ottana non a carbone, ma a gas, così come previsto dal Piano energetico regionale». Bloccato il progetto carbone dalla giunta Cappellacci, il problema della riconversione degli impianti di Ottana Energia è rimasto irrisolto. Come quello della metanizzazione dell’isola. Ora, alla luce della decisone presa dalla nuova giunta Pigliaru, qualcosa potrebbe cambiare. Clivati si aspetta che il progetto del rigassificatore, presentato lo scorso anno all’interno del piano Sulcis e messo da parte a favore di altri settori dell’economia sulcitana, venga rispolverato. «Speriamo – dice – che l’assessorato all’Industria possa riprenderlo in mano per definire la localizzazione più adatta a sviluppare questa infrastruttura in modo da rendere la Sardegna competitiva rispetto alle altre regioni d’Italia e d’Europa». Ma cosa prevede il piano gas del gruppo Clivati? Il progetto è stato studiato dalla Poyry, una società di consulenza con sede a Genova. L’idea è quella di rifornire la Sardegna attraverso un impianto di rigassificazione da collocare in una zona costiera dell’isola. La scelta è caduta su Portoscuso perché all’interno del piano Sulcis. Ma il sito può essere cambiato. Il progetto prevede una compartecipazione tra pubblico e privato per un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro. I privati dovrebbero accollarsi il finanziamento dell’impianto di stoccaggio e di gassificazione del metano, mentre la parte pubblica dovrebbe accollarsi la realizzazione dell’infrastruttura per trasportare il gas nel resto della Sardegna. In attesa della costruzione del gasdotto, il progetto Clivati propone una soluzione ponte con l’utilizzo di autocisterne per trasportare il gas nelle zone interne e alimentare così le centrali elettriche e le industrie che necessitano di energia termica. La parola ora passa alla Regione.

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