La Nuova Sardegna

La lezione del dottor Domenico Ruju

di Antonio Mannu

Ieri la laurea ad honorem a Sassari al grande fotografo naturalista nuorese

29 maggio 2014
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SASSARI. Una lezione di ambientalismo consapevole, calato nei contesti, naturali e sociali, fatta da chi sa che è da una forma di rispettosa relazione che nasce la capacità di accostarsi, con cautela e attenzione, a quella natura senza la quale, noi umani, semplicemente non siamo. E' il distillato della lectio doctoralis del fotografo dei rapaci, Domenico Francesco Ruiu, a cui ieri mattina, nell'Aula Magna dell’Università, è stata conferita la laurea ad honorem in Sistemi forestali e ambientali. Il fotografo nuorese, conosciuto in particolare per il suo monumentale lavoro sui rapaci, ha ricevuto l'importante riconoscimento su proposta del Dipartimento di Agraria. Durante la cerimonia di conferimento sono intervenuti il rettore Attilio Mastino, il direttore del Dipartimento di Agraria, Giuseppe Pulina, e Pietro Luciano, presidente del corso di laurea in Sistemi forestali e ambientali.

Il rettore nel suo intervento ha detto che “questo di oggi è un riconoscimento inusuale, per un fotografo di altissima qualità e un appassionato ambientalista. Un modo per dire che l'Università di Sassari si apre al territorio, apprezza l'impegno di una vita, riconosce un'eccellenza, una passione e una visione non convenzionale del mondo.” Il professor Pulina ha segnalato che il conferimento della laurea cade nella ricorrenza dei venti anni dall'apertura, a Nuoro, del corso in Sistemi forestali e ambientale.

Il professor Luciano ha illustrato il vasto curriculum di fotografo, naturalista e pubblicista di Domenico Ruiu. Che poi ha preso la parola per la sua lectio, intitolata “I rapaci: ruolo ecologico e loro salvaguardia”. Durante la quale ha illustrato l'importanza degli uccelli da preda per l'equilibrio ambientale, auspicando e proponendo una loro più attenta salvaguardia, toccando temi affascinanti e anche controversi. Ha ricordato l'antico rituale de “Sos verbos”, alla preghiera “pro prendere s'ave”, sorta di pratica sciamanica volta a scongiurare gli attacchi dell'aquila. Ha parlato dell'unica colonia naturale di grifoni in Italia, in territorio di Bosa, dove un progetto di edilizia turistica prevede la realizzazione di campi da golf, “con buona pace dei grifoni e del loro futuro”. Ha segnalato la necessità di maggiore attenzione tra chi pratica il documentarismo e la fotografia naturalistica, attività che, con il digitale, han conosciuto enorme espansione. Purtroppo “spesso non si tiene conto del danno che può causare l'invadenza e il disturbo.

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