La Nuova Sardegna

Un musical sull’infanzia dell’artista Edina Altara

di Enrico Pau
Un musical sull’infanzia dell’artista Edina Altara

L’opera per bambini di Marco Nateri, Giovanna Deidda e Gianluca Erriu è andata in scena a Iglesias

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IGLESIAS. “Zin Bum Bum. Edina e i ricordi di carta” è l’operina musicale che Marco Nateri, insieme a Giovanna Deidda e al musicista e scrittore dei testi cantati Gianluca Erriu hanno creato per il teatro Electra di Iglesias e portato in scena alla fine di maggio in una produzione dell’Ente concerti di Iglesias finanziata dalla Regione Sardegna, dal Comune di Iglesias e dalla Fondazione Banco di Sardegna.

Nateri, cagliaritano, è un costumista teatrale molto talentuoso che ogni tanto ama uscire dal suo territorio per firmare regie come quelle di questo singolare, piccolo spettacolo che da alcuni mesi, con i suoi compagni di strada, ha provato e costruito giorno dopo giorno con un gruppo di giovanissimi attori e cantanti. Uno spettacolo che racconta usando la musica e le canzoni la storia di una delle artiste sarde più geniali e affascinanti: Edina Altara (Sassari 1898 - Lanusei 1983).

Autrice di magnifiche opere che si muovono in un territorio che è quello del collage, della illustrazione e della ceramica. Opere singolari amate da Gio Ponti, il grande architetto, con il quale Edina collaborò a lungo, negli Anni 40 e 50, realizzando opere per appartamenti, negozi e per cinque famosi transatlantici. Ponti, in effetti, sembrava avere una predilezione per le artiste sarde in quello straordinario frammento temporale della storia dell’arte nella nostra isola che concentrò nei primi 40 anni del Novecento un enorme patrimonio di opere d’arte e di artisti che riuscirono a porre la Sardegna in sintonia con quanto avveniva dall’altra parte del mare. È all’infanzia di Edina che Marco Nateri ha guardato per questo spettacolo in musica che non ha nessuna mania di grandezza, affidato dal regista a un gruppo di bambini coltivati giorno dopo giorno nel teatro cittadino, guidati e accompagnati fino alla meta dello spettacolo con un lavoro di prove che ha ovviamente una natura didattica, che è la cosa più bella e importante di questo lavoro. Un lavoro sostenuto da un’amministrazione pubblica come quella di Iglesias e in particolare dall’assessorato alla Cultura che, in questi tempi di magra, ha deciso invece, in controtendenza, di non tagliare le voci di bilancio a favore dell’arte sostenendo questa esperienza di scuola artistica attiva, musica, recitazione, creazione dei costumi con il contributo di Marinella Porru, creando un tessuto scenico narrativo che ha lo scopo di accompagnare di giovanissimi interpreti fra cui spiccano Elena Loddo e Sara Mereu, nell’universo creativo della Altara e della sua infanzia. L’infanzia di un’artista che aveva da bambina già solidamente tracciato il suo destino di artista, il suo sguardo sul mondo, un mondo di carta dentro il quale si riflettevano le sue opere, i preziosi collage che rivelano l’idea di una Sardegna che sembra più sognata che reale.

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