La Nuova Sardegna

San Raffaele, lo sceicco è molto ottimista

di Umberto Aime
San Raffaele, lo sceicco è molto ottimista

Nessun comunicato qatarino dopo il summit. Il governatore: «Una risposta certa nei tempi previsti». Oggi il sopralluogo

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CAGLIARI. Lo sceicco non parla. In pubblico, ascolta e se vede taccuini stranieri, li scarta con passo veloce e un no («Nessuna intervista, prego») trasmesso con cortesia dal suo capo di gabinetto. In abiti occidentali, il completo grigio è sartoriale, Faisal Bin Thani Al Thani però potrebbe cambiare idea oggi a Olbia, dopo il sopralluogo annunciato a una delle prossime proprietà della Qatar Foundation, l’ospedale San Raffaele. A Cagliari ha preteso e ottenuto che la sua missione per conto dell’emiro e cognato, Tamim Bin Hamad Al Thani, fosse blindata dall’inizio alla fine. Prima al T-Hotel, con l’ex governatore Cappellacci, poi a Villa Devoto, con l’attuale capo della Sardegna, com’è scritto nel programma, Francesco Pigliaru. Risultato del doppio incontro, quello informale e l’altro ufficiale? Ottimo, è il giudizio di Lucio Rispo, plenipotenziario della QF in Italia, che a Palazzo Chigi (mercoledì 21 maggio) era stato immortalato nella storica foto a tre: Renzi, Pigliaru e lui. Poche settimane dopo la storica firma del protocollo Italia-Sardegna-Qatar, a sbarcare nell’isola – perché è abituato sempre a rendersi conto di persona degli affari che verranno – è arrivato proprio lo sceicco. Che nella piramide della QF è secondo solo all’emiro, con il quale di prima mattina parlerà al telefono satellitare per alcune questioni interne, e alla suocera. Faisal Bin ha sposato la figlia di Sheika Moza: è lei l’Altezza reale ad aver deciso, con l’accordo della Regione, che il San Raffaele sarà inaugurato nella primavera dell’anno prossimo, domenica primo marzo, per l’esattezza.

Le premesse. Lo sceicco ha confermato che alla QF basterà un solo click per trasferire i primi1 00 milioni (su un 1,2 miliardi) e far riaprire il cantiere dello scatolone bianco bloccato da anni dopo il fallimento del vecchio San Raffaele di Don Verzè. Ha confermato anche tutto il resto dell’investimento – da mille e una notte per la Sardegna – compresi un migliaio di assunzioni. Pare invece che, con molto rispetto, lo sceicco non abbia affrontato, in nessuno dei due incontri, gli aspetti tecnici della riapertura. Ancora meno avrebbe affrontato e parlato di quali reparti saranno aperti nel nuovo ospedale: «Sono questioni tecniche – fa sapere Lucio Rispo – di cui parlano da giorni i nostri esperti, con a fianco la delegazione dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, con i manager della Regione». Si sa solo che a quel tavolo il confronto è stretto sul piano industriale e sanitario presentato dalla Fondazione (è stato cambiato già quattro o cinque volte), e ieri allo sceicco interessava sapere solo questo: «Confermate che il 24 giugno dalla Sardegna, avremo la risposta definitiva?». È confermato: quel giorno il Qatar saprà se il San Raffaele diventerà un altro tassello dell’ impero.

Il vertice. Quello a Villa Devoto è stato segreto sin dall’inizio: auto con i vetri posteriori fumè, come quelli del pullmino di scorta. Nella sala grande della Villa, le due delegazioni si sono confrontate per oltre due ore. Da una parte, il presidente Pigliaru e l’assessore alla Sanità, Luigi Arru (la competenza è sua), dall’altra lo sceicco, il capo della segreteria, e Tidu Maini, autorevole consulente tecnico-scientifico della QF, più Lucio Rispo. C’è stato subito uno scambio di doni, ma anche sui regali il segreto imposto ha tenuto fino all’ultimo. L’unica fuga di notizie è stata: i qatarini prima di partire per Olbia hanno visitato alla Cittadella, la mostra dedicata ai giganti di Monte ’e Prama. Agli ospiti è piaciuta moltissimo.

L’esito. A parlare dopo il summit è stato solo Francesco Pigliaru, con un comunicato carico di ottimismo e forse necessario per frenare l’esuberanza di qualche oppositore al progetto dentro e fuori la maggioranza di centrosinistra. «Nella nostra proposta di governo – le parole del governatore – ci siamo impegnati a dare risposte rapide e in tempi certi a investitori importanti e anche in questo caso manteniamo e manterremo l’impegno». Per proseguire: «Abbiamo ribadito quanto sia importante definire con la Qatar Foundation, come concordato a maggio, un percorso armonico per l’ingresso del San Raffaele nella rete ospedaliera sarda. L’incontro è stato un’altra tappa importante per questo progetto che conferma “qualcosa sta finalmente cambiando” in Sardegna e che per l’isola rappresenta una grande ed eccellente opportunità da cogliere nella piena condivisione di tutti». È sul tutti che il presidente è chiamato a lavorare ancora e di cesello. Anche se il capogruppo del Pd in Consiglio, Pietro Cocco, ha provato a tenere subito alla larga i gufi, con questo comunicato: «Ribadiamo la massima fiducia nell'azione del governatore e lo incoraggiamo a proseguire nella complessa trattativa». Su cui fra 17 giorni il Consiglio dovrà dire la sua.

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