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Il consigliere tecnico

Tidu Maini: «Le basi sono ottime»

Tidu Maini: «Le basi sono ottime»

Promosse dalla QF le due università e i centri di ricerca isolani

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CAGLIARI. Il cognome, Maini, potrebbe smascherare antiche origini italiane, ma questo ingegnere – che di nome fa Tidu – è «cittadino del mondo», con un intreccio complicato di razze: indiana e inglese, soprattutto. Lui che è stato vicerettore del prestigioso Imperial college di Londra, accademia internazionale della ricerca, ha un altro titolo laico e inattaccabile. Tidu Maini è il primo consigliere tecnico-scientifico di Sua Altezza Sheika Moza Bint Nasser, che non è solo la madre dell’emiro, ma la presidentessa (per dirlo in italiano) della Qatar Foundation, ogni anno investe sei miliardi di euro investiti nella conoscenza. L’ingegnere ha occhi chiari e vispi, sempre in movimento, stretta di mano forte ma gentile, e il tono di voce avvolgente dell’ accademico. Dopo essersi sbottonato un’eccentrica giacca a quadretti, dice sicuro: «La Sardegna per noi è una grande occasione. Vogliamo specializzarci sempre più nella ricerca e continuare nei nostri investimenti internazionali per migliorare la qualità della vita in ogni angolo del pianeta».

Perché proprio la Sardegna?

«Perché qui ci sono le condizioni per diventare ancora più grandi e sono tutte eccezionali. Vogliamo portare avanti un progetto in cui crediamo molto e realizzarlo in tempi brevi, entro i primi mesi del 2015».

Le virtù dell’isola sono?

«Comincio con la vostra storia: antica e affascinante. Lo stesso dico della cultura: è ricca di mistero».

Poi?

«Qui da voi ci siamo resi conto, sin dai primi sopralluoghi, di aver trovato l’ambiente ideale e la gente giusta per realizzare un centro d’alta qualità e internazionale».

Sembra affetto da un improvviso “mal di Sardegna”.

«Forse. Abbiamo testato le vostre realtà e ci siamo resi conto che avete due università, Cagliari e Sassari, impegnate da tempo e con successo nella ricerca medica. Penso agli studi sul diabete e l’anemia mediterranea. Per noi, è un aspetto determinante: valutare bene l’esistente. E oggi dico e confermo: l’esame è superato e a pieni voti. Con la nostra collaborazione, le università raggiungeranno risultati eccezionali».

I centri di ricerca regionali come sono?

«Ottimi. Li abbiamo visitati e ci siamo resi conto della quantità e della qualità di progetti voluti, firmati e pubblicati dai vostri ricercatori a Pula e a Porto Conte. Ripeto, la base è di livello internazionale e col nostro innesto non può che migliorare. Così è accaduto negli altri centri che abbiamo da noi, in Qatar, in Europa, nel mondo».

Portate conoscenza e soprattutto miliardi di euro.

«Vado oltre: portiamo ottimismo e voglia di fare. Per questo, dobbiamo lavorare assieme, al San Raffaele». (ua)

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