La Nuova Sardegna

Si incatena a un sifone delle terme ma arriva l’acqua e lo ustiona

di Giulio Favini
Si incatena a un sifone delle terme ma arriva l’acqua e lo ustiona

Santa Maria Coghinas, la protesta “brucia” un consigliere provinciale

25 luglio 2014
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SANTA MARIA COGHINAS. Brutta avventura per il consigliere provinciale di Sassari, Antonio Masia, Upc, che ieri si era incatenato alla terme di Casteldoria per contestare la distribuzione delle acque termali da parte di quella stessa Provincia di cui fa parte. Una protesta che, però, ha avuto un epilogo poco fortunato.

Masia, infatti, si era incatenato proprio su uno dei sifoni alimentati dalla vena acquifera d’acqua bollente, ma sono state sufficienti alcune folate di vento di forte intensità per scaraventargli sulle spalle una massa di acqua bollente di circa 80 gradi. Cosa che lo ha costretto a desistere dal continuare la sua singolare protesta e a fare ricorso immediatamente alle cure mediche. «Fortunatamente niente di grave – commenta il consigliere provinciale – solo qualche ustione di primo grado che è stata curata con l’applicazione di una pomata che mi è stata consigliata dal medico. Ustioni di cui comunque rimarrà traccia per qualche giorno».

La protesta di Antonio Masia era diretta alla Provincia, rea di non concedere alle amministrazioni del territorio e agli imprenditori locali l’utilizzo dell’esubero delle acque calde termali di Casteldoria, che defluiscono inutilmente sul fiume Coghinas e poi in mare. La sfortunata ribellione alle decisioni della presidente Alessandra Giudici si è consumata sotto lo sguardo preoccupato del sindaco di Viddalba Vito Ara, dell’assessore Angelo Deiana e di alcuni amministratori e di molti turisti e abituali frequentatori delle terme di Casteldoria.

Masia è stato subito sottoposto alle cure mediche, ma poche ore dopo era già pronto a riprendere la battaglia. «Se la Giudici non darà risposta a questa mia richiesta fatta già in aula consiliare, e oggi rinnovata con la protesta, di concedere l’utilizzo dell’esubero delle acque calde termali di Casteldoria, che per ora vengono concesse in esclusiva solo allo stabilimento termale dato in concessione ventennale alla società in questione, non desisterò a rinnovare altre forme di protesta sia nell’aula del consiglio provinciale sia a Casteldoria, con azioni ancora più eclatanti». Insomma, l’amministrazione provinciale di Sassari è avvertita: il consigliere Masia venderà cara la pelle per vedere riconosciuto il diritto nei confronti dei cittadini e degli amministratori locali di Santa Maria Coghinas e Viddalba (ma la zona termale interessa anche il comune di Bortigiadas) di potere utilizzare l’esubero delle acque termali così come stabilisce la determina della giunta regionale dell’11 agosto 2004.

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