Camusso a Renzi: «Vieni nel Sulcis, l’Alcoa ha un futuro»
«Il governo deve risolvere il problema del costo dell’energia Se lo farà, le prospettive possono essere buone»
PORTOVESME. Tra gli operai ex Alcoa il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, ieri a Portovesme, ha lanciato un messaggio al presidente del Consiglio, Matteo Renzi: « Venga nel Sulcis perché la vertenza di questa fabbrica si gioca prevalentemente in ambito politico, il governo deve trovare una soluzione, qua abbiamo uno stabilimento che è produttivo, ma manca una politica industriale del Paese, in grado di garantire la produttività delle fabbriche e l’occupazione dei lavoratori».
Susanna Camusso è arrivata ieri nel Sulcis Iglesiente per partecipare oggi e domani all’anniversario dei 110 anni dell’eccidio di Buggerru. Il leader della Cgil, ha voluto portare il suo saluto e il suo messaggio di solidarietà anche ai lavoratori ex Alcoa che da 122 giorni presidiano l’ingresso dello stabilimento di Portovesme per lottare e tenere alta l’attenzione nei confronti della vertenza.
Il segretario conosce bene la storia dello stabilimento di alluminio. Nel 1996 quando era segretario della Fiom mise la firma per la privatizzazione nel passaggio dall’Alumix alla multinazionale americana Alcoa: «Essere qui – ha detto la Camusso – è un modo per parlare della situazione Alcoa e per parlare alle imprese a livello nazionale».
La situazione italiana descritta dal segretario della Cgil è quella di un Paese la cui ricchezza oggi non è data più dal lavoro, come un tempo, ma dalla finanza, dai grandi profitti. È questa la grande differenza secondo la Camusso tra i tempi delle grandi lotte operaie di 110 anni fa e oggi. Il segretario ha evidenziato anche il pericolo che l’Italia in questo momento di crisi sta affrontando: la frantumazione: “Il Mezzogiorno rischia di essere abbandonato nell’agenda politica del Paese».
Una frantumazione non solo a livello geografico, ma anche sociale come «la contrapposizione tra giovani e pensionati in ambito lavorativo». Susanna Camusso, tra gli operai dello stabilimento di alluminio primario di Portovesme, ha rimarcato più volte l’importanza del settore dell’industria e il fatto che l’Italia ha bisogno di produzioni di alluminio. Secondo la Camusso, la mancanza di una politica industriale e è data anche dal fatto che in tanti anni i governi che si sono succeduti non hanno risolto in maniera strutturale il problema relativo al costo dell’energia, che si affronta ogniqualvolta un’industria è in crisi.
Il secondo problema riguarda le infrastrutture. E in riferimento all’Alcoa ha ribadito: «Sono ottimista e voglio essere ottimista, se il Governo farà tutto quello che deve fare, le prospettive per questa fabbrica e per tutti i lavoratori possono essere buone».
E sul tema del lavoro si è discusso anche di mobilità e cassa integrazione in deroga: «La cassa integrazione – ha precisato il segretario – non può essere cancellata e non ci possono essere dei vincoli, perché tutto questo allontana anche le imprese, inoltre gli ammortizzatori sociali devono essere considerati come uno strumento finalizzato alla ripresa e devono essere costruiti su un sistema universale, non devono essere dati ad alcune aziende e ad altre no».
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