Giochi di guerra per tutto l’autunno
I dettagli delle operazioni programmate dal 22: batterie d’armi sofisticate, caccia di ultima generazione e mezzi d’assalto
SASSARI. War games in grande stile. Aerei e caccia di ultima generazione. Batterie d'armi sofisticatissime: sgancio d'inerti, lancio di razzi e missili, spari con cannoncini, movimento truppe con mezzi da sbarco e d'assalto. Insomma: quelli che ricominceranno lunedì 22 in Sardegna si delineano come giochi di guerra temibili. Con un'aggravante: l'estate tra 10 giorni sarà finita ufficialmente solo per il calendario, ma turisti e bagnanti continueranno a riversarsi sulle coste dell'isola vicino ai poligoni. La Difesa nei suoi crono-programmi non tiene conto delle proteste seguite al rogo causato dalle esercitazioni a Capo Frasca il 3 e il 4 settembre. E in vista non ci sono soltanto manovre dell'aviazione, della marina e dell'esercito italiano. All'addestramento su larga scala è prevista la partecipazione di German Air Force e forze di terra tedesche, Usafe (United States Air Force in Europe) e Us Navy, altri ospiti Nato non meglio precisati, persino specialisti di società private come Alenia, Aermacchi e altre società straniere impegnate nella produzione bellica. Invece è confermato il mancato arrivo dell'aeronautica israeliana, sempre impegnata sul fronte di guerra - autentica - con i palestinesi nonostante il cessate il fuoco in atto.
L'estensione. Diversi i centri interessati alle esercitazioni. La base di Teulada, innanzitutto. Poi il Pisq Quirra-Capo San Lorenzo. E, solo se in settimana sarà attivato il servizio militare interno per prevenire altri incendi, Capo Frasca, che comunque per il decollo degli aerei da combattimento e l'intera logistica dipende direttamente dal comando di Decimomannu. Ma tutto lascia intendere che i vertici della Difesa supereranno le difficoltà alla base dei roghi dei giorni scorsi e che così le manovre verranno svolte anche sul litorale che dall'Oristanese arriva sino all'area di Arbus.
Il merito delle questioni. L'urgenza di ordinare l'avanti-tutta, del resto, appare chiara in una nota firmata da Roberta Pinotti e diramata a fine agosto alla Regione e ai prefetti di Cagliari, Nuoro e Oristano dal capo di gabinetto del ministero, il generale di corpo d'armata Tullio Del Sette. Nel constatare la "non approvazione" del riavvio delle esercitazioni da parte del Comipa per l'assenza di una serie di garanzie, la rappresentante del governo nella stessa nota ribatte sostenendo «come il mancato svolgimento delle previste attività nei poligoni sardi impedirebbe il corretto approntamento dello strumento militare in relazione ai compiti d'istituto della Difesa». Obiettivo, sottolinea, «ineludibile ai fini dell'incolumità del personale e della sicurezza delle operazioni militari in patria e all'etero».
Litorale sud-ovest. A Teulada la ripresa delle esercitazioni è prevista dal 22 al 26 settembre con tiri di artiglieria: lancio di bombe da 20 mm e di proiettili da 155. Sino a fine mese, poi, tiri con armi convenzionali e lancio razzi. Si continua sino a dicembre con granate, cartucce per fucili di precisione, missili anticarro (fatti esplodere, chiaramente, contro sagome e target di simulazione) e altri ordigni inerti, privati cioè dell'esplosivo.
Gli interventi nel Pisq. Nel caso del poligono interforze sperimentale di Quirra, il più grande d'europa, che da Perdasdefogu arriva sino a Capo San Lorenzo abbracciando i territori di sette comuni il ministro raccomanda che «le attività in questione» siano svolte «nel rispetto delle prescrizioni fissate dal procuratore della Repubblica di Lanusei il 29 settembre 2011 e di eventuali altre prescrizioni adottate dall'autorità giudiziaria». Il riferimento è all'inchiesta sul disastro ambientale: la prima udienza del processo a Lanusei contro i comandanti della base è già fissata per il 23 settembre. Più precisamente, quindi, i militari dovranno evitare qualsiasi forma d'inquinamento e procedere alle bonifiche.
Costa centro-occidentale. Se saranno riprese dopo l'attivazione del sistema antincendi, le operazioni a Capo Frasca si profilano di particolare intensità. I reparti operativi verranno mobilitati con tiri e sganci d'inerti, persino in eventuali addestramenti notturni, con formazioni aeree composte da uno a quattro velivoli - tattici e di supporto con gli elicotteri - dispiegati a intervalli di mezz'ora l'una dall'altra. Nel programma, infine, è prevista la certificazione tecnica per gli aerei. Con bersagli collocati solamente all'interno del poligono. (Pier Giorgio Pinna)
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